Donna presenta una denuncia in Procura per tentata truffa. Lui: "Non raggiro nessuno"
Bologna, 4 febbraio 2012 - Capita ormai sempre più spesso: il campanello suona e alla porta c’è un giovane che, forse in modo non chiarissimo, chiede se il padrone di casa sia interessato a cambiare il gestore dell’elettricità, cioè Enel. Due giorni fa è capitato a una donna di 67 anni, residente in Strada Maggiore, che ora, tramite l’avvocato Alessandro Armaroli, ha presentato denuncia in Procura ipotizzando il reato di tentata truffa. Secondo la donna, il giovane si è qualificato «come dipendente dell’Enel venuto per un controllo», poi, una volta entrato, avrebbe detto «di essere dipendente della ditta Key 21, incaricata di svolgere controlli per conto di Enel». In realtà, la ‘Key 21 Multiutility Network’ lavora alla luce del sole (e in modo del tutto regolare) per una società concorrente di Enel, come promoter. Stando sempre alla denuncia, il giovane si sarebbe fatto prima consegnare le bollette, poi avrebbe indotto («dopo lungo e stordente dialogo») la donna «a firmare una vera e propria accettazione di un contratto di somministrazione di energia elettrica» per la ditta concorrente di Enel.
Un cambiamento di gestore non voluto dall’interessata, che non si sarebbe resa conto di ciò che stava firmando. Il contratto alla fine non è però stato stipulato, grazie all’intervento della figlia della donna, che ha chiamato al cellulare la madre proprio in quel momento, bloccando tutto. La signora stava infatti parlando al telefono fisso con un call center a cui doveva dare conferma della volontà di lasciare Enel ma, dopo il consulto con la figlia, ha rifiutato tutto. A quel punto, sempre secondo la denuncia, il giovane si sarebbe arrabbiato e sarebbe andato via urlando insulti e minacce. Di qui la denuncia presentata dall’avvocato Armaroli.
Il dipendente di Key 21, interpellato dal Carlino, fornisce una versione diversa: «Ho 28 anni e faccio questo lavoro da 4, senza raggirare nessuno. Non mi qualifico come addetto Enel, al massimo spiego che Enel continuerà a occuparsi della manutenzione. Comunque la signora aveva sottoscritto la proposta di contratto, poi, come sempre, è stata richiamata dal call center per la conferma a voce. A quel punto lei, che aveva parlato con la figlia, ha cambiato idea. Fine, tutto regolare. Poi me ne sono andato, senza insulti o minacce».
Gilberto Dondi