Se domani non arriveranno in città i consueti otto quintali di lievito ordinati dall’Associazione dei panificatori, mercoledì Bologna resterà senza pane
di Mara Pitari
Bologna, 5 febbraio 2012 - I FORNAI bolognesi hanno cominciato oggi il loro conto alla rovescia. Se domani non arriveranno in città i consueti otto quintali di lievito ordinati dall’Associazione dei panificatori, mercoledì Bologna resterà senza pane. «Abbiamo scorte per panificare fino a martedì sera — avverte Francesco Mafaro, presidente dell’associazione —. Non è un problema imminente ma dobbiamo trovare una soluzione d’emergenza. Se il maltempo persisterà e le autostrade continueranno a non essere praticabili, i tir con le materie prime non potranno rifornirci».
LA QUESTIONE dei trasporti difficoltosi si coniuga con un’altra: «In Italia esistono solo due aziende che producono lievito di birra», spiega Mafaro. Il 90% del lievito utilizzato dai fornai bolognesi proviene settimanalmente dalla Toscana, dove si trova la ditta ‘Zeus’. «Da lì non ci hanno dato conferme sulla consegna prevista per domani». Da questo l’incertezza per i prossimi giorni che, tuttavia, non ha lasciato i panificatori con le mani in mano. «Ci hanno detto solo di aspettare. Così abbiamo richiesto un quantitativo di materia prima anche alla ditta lombarda. In più ci stiamo organizzando per fare in modo di andare a prendere il lievito direttamente con i nostri mezzi». Neve e ghiaccio permettendo, naturalmente.
Le previsioni del tempo non sono clementi per l’inizio della settimana. Per ora si confida sulle scorte, disponibili per due altri giorni.
E LA farina? «Per quella è diverso: i panificatori ne hanno sempre un’abbondante scorta nei magazzini. Anche i mulini, però, hanno smesso le consegne e presto dovremo organizzarci anche in tal senso».
Un’alternativa forse ci sarebbe: «Il lievito proveniente dall’estero (che può contare sul trasporto su altre autostrade, meno coinvolte dell’A1 dal maltempo, ndr), ma è meno buono di quello italiano. Noi usiamo solo il nostro».
Senza contare che siamo in pieno inverno: «In questo periodo si usa un quantitativo di lievito maggiore del solito — conclude Mafaro —, per il freddo che condiziona la lievitazione e perché la gente consuma più pane».
di MARA PITARI