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Guardia di Finanza, scoperti 414 evasori totali

Nel 2011 in Emilia Romagna

Sono responsabili di aver nascosto al Fisco ricavi e compensi per 2,6 miliardi di euro e Iva per 182 milioni. Tutti i dati

Il generale Domenico Minervini (foto Schicchi)
Il generale Domenico Minervini (foto Schicchi)

Bologna, 7 febbraio 2012 - Nel 2011 la Guardia di Finanza in Emilia-Romagna ha scoperto 414 evasori totali (del tutto sconosciuti al Fisco) e 111 paratotali: sono responsabili di aver nascosto al Fisco ricavi e compensi per 2,6 miliardi di euro e Iva per 182 milioni.

 

E' più della metà dell’evasione totale scoperta dalle Fiamme gialle in regione: in totale, infatti, nell’anno appena trascorso, sono stati scoperti 3,3 miliardi di euro di redditi sottratti a tassazione (è il 6% dell’intero recupero a tassazione nazionale, pari a 50 miliardi di euro) e 406 milioni di Iva evasa (è il 5% dell’intero recupero a tassazione nazionale, che ammonta a otto miliardi di euro).

 

I dati sono resi noti oggi dalla Gdf dell’Emilia-Romagna, che in una conferenza stampa oggi a Bologna presenta il bilancio annuale dell’attività del 2011. Scoperti anche 1.407 lavoratori in nero e 552 irregolari.

 

Il 2011, poi, si è contraddistinto per il boom di segnalazioni al 117, il numero telefonico gratuito della Gdf: alle nove sale operative presenti in regione sono arrivate 2.638 chiamate (di cui 874 anonime): è il 25% in più del 2010 e hanno permesso di riscontrare 252 posizioni irregolari e denunciare 118 persone. “Il vento è cambiato, sentiamo la fiducia della gente e sentiamo che è partito un nuovo processo culturale nel Paese: la crisi economica ha portato le persone a guardare in modo diverso. Prima l’evasione fiscale era quasi tollerata dagli italiani, ora è vista come un pericolo e un danno alla collettività”, dice il comandante regionale Domenico Minervini.

 

Auto di lusso restituite in tutta fretta ai concessionari in cambio di utilitarie o comunque di auto meno potenti e vistose. C’è anche questo tra gli effetti del recente blitz della Gdf a Cortina e dei nuovi controlli anti-evasione che passano ai raggi x chi viene trovato a girare in Ferrari o in Porsche. Ad affermarlo è il generale Domenico Minervini: “Il Fisco comincia a fare paura sul serio”.  Minervini spiega di vivere a Milano, ma questa corsa all’utilitaria si starebbe verificano un po’ ovunque. “Alcuni amici concessionari mi hanno detto che molti cittadini stanno dando indietro tutte le macchine ‘importanti’, per motivi vari.  Normalmente dicono che la crisi economica li sta costringendo a rivedere il loro parco macchine, ma sostanzialmente c’è molta paura del Fisco”, manda a dire Minervini.

 

“E' cambiata l’opinione pubblica, gli evasori cominciano ad avere veramente paura- prosegue il generale- molti cittadini cominciano a eliminare segnali di capacità contributiva, probabilmente perchè dichiarano poco o hanno dichiarato poco fino a questo momento”. Minervini, poi, parlando dei controlli sulle auto di lusso, torna anche sul caso di Fabio Garagnani, il deputato del Pdl che nei mesi scorsi protestò  per essere stato fermato dalla Gdf in strada.
“Anche un onorevole bolognese ha polemizzato su questo fatto. Si rifiuta di accettare questo concetto, ma dimentica che il suo partito ha fatto si’ che questo provvedimento di legge passasse”, gli risponde oggi Minervini.

 

Anche il comandante della Gdf di Bologna, Giancarlo Pezzuto, spiega l’importanza dei controlli sulle auto di lusso, così come quelli sull’emissione dello scontrino fiscale. E lancia un appello ai cittadini bolognesi, invitandoli a denunciare e a non farsi remore nel chiedere sempre l’emissione dello scontrino o della ricevuta. “Non abbiate imbarazzo a chiedere lo scontrino, chi deve provare imbarazzo è il commerciante che non lo fa. Chiedere lo scontrino è un dovere civico, è l’esercente disonesto che deve provare imbarazzo, non noi”, afferma Pezzuto. Anche perchè, prosegue, “il commerciante che non fa lo scontrino ci sta mettendo le mani nei portafogli. Lo scippatore per strada ruba ad un signora, chi non fa lo scontrino ruba alla collettività, non è meno grave”.

 

Stesso discorso vale per i cittadini che girano in Porsche e poi magari dichiarano redditi ridicoli. “Chi gira in Ferrari e non dichiara regolarmente, c’ha la Ferrari pagata da noi”, dice Pezzuto. Poi “sia chiaro- aggiunge il comandante della Gdf di Bologna- che non vogliamo criminalizzare la ricchezza e i beni di lusso. L’importante è che ci sia la regolarità fiscale”, conclude. 
 

Fonte Dire

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