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Abusi sulla nipotina, 8 anni di carcere

Ma il nonno, 89 anni, non li sconterà

Diceva alla bambina, di 5 anni: ''Andiamo in cantina a prendere il vino''. Molestie anche alle cuginette. L'età avanzata gli eviterà il carcere

 

Pedofilia
Pedofilia

Bologna, 7 febbraio 2012 - ''Vieni con il nonno in cantina che andiamo a prendere il vino''. L'invito era sempre lo stesso, così come l'epilogo. L'uomo, una volta rimasto solo con la nipotina in cantina, la sottoponeva a pesanti molestie sessuali. Abusi andati avanti per ben cinque anni, da quando la piccola aveva 5 anni fino a 10. Oggi il nonno pedofilo, 89 anni, è stato condannato dal Tribunale a 8 anni e 6 mesi di carcere per atti sessuali con minorenne. La Procura aveva chiesto nove anni. Ma non andrà mai dentro, vista l'età avanzata.

I fatti sono avvenuti in città e risalgono al 2000-2005 e la condotta dell'anziano è, se possibile, ancora più grave di quanto non dica la sentenza. Sì, perché anche le cuginette della bambina furono molestate dall'uomo, ma quegli ulteriori reati erano troppo vecchi per essere perseguiti.

Oggi la vittima degli abusi ha 16 anni e alla lettura della sentenza è scoppiata in lacrime. E' stata proprio lei, nel 2009, a raccontare tutto alla zia, tre anni e mezzo dopo la fine delle molestie. Aveva deciso di non dire nulla, ma poi si decise a dire tutto perché la madre (cioè la figlia del bruto), separata dal marito, aveva deciso, per questioni logistiche, di andare a vivere proprio con il padre. La ragazzina, temendo che anche la sorellina più piccola finisse nelle mani del pedofilo, decise di raccontare tutto alla zia, mentre parlavano del pessimo carattere dell'anziano, un vero padre-padrone che trattava molto male la figlia. ''Guarda che il nonno fa anche di peggio'', disse la ragazzina alla zia, che si insospettì e indagò.

Così la vittima raccontò alla zia che ogni volta che lui la portava in quella cantina, la obbligava a masturbarlo. Poi venne fuori il resto: anche le cuginette, che oggi hanno 30-35 anni, raccontarono di aver subito lo stesso trattamento quando erano bambine. Una veniva molestata mentre il nonno la riportava a casa da scuola, l'altra nella casa di campagna, con la scusa di andare a vedere le galline. La zia allertò i servizi sociali, che avvertirono la Procura. Così è partita l'inchiesta, sfociata nel processo e nella condanna. Che però non sarà mai espiata, nonostante almeno vent'anni di abusi.
 

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