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Dall'Ara, non ci sarà un nuovo stadio

Il Comune: "Ristrutturiamolo"

Il presidente del Bologna Albano Guaraldi: "Ben venga qualsiasi incontro che abbia come tema la ristrutturazione"

 

di Massimo Selleri

Bologna, lo stadio Dall'Ara (Schicchi)
Bologna, lo stadio Dall'Ara (Schicchi)

Bologna, 11 luglio 2012 - DOPO LE POLEMICHE a distanza sullo stadio Renato Dall’Ara, con il presidente del Bologna Albano Guaraldi che sosteneva come l’impianto avesse 6-7 anni di vita a causa della sua fatiscenza mentre l’assessore allo sport Rizzo Nervo non nascondeva la sua contrarietà per il no rossoblù allo svolgimento della partita di rugby Italia-Australia, sono arrivati segnali distensivi dalla giunta che si è svolta ieri a Palazzo d’Accursio.

L’amministrazione ha iniziato a discutere il problema dichiarandosi favorevole ad una revisione della convenzione sul Dall’Ara a patto che non consumi suolo cittadino per la costruzione di un nuovo stadio.
«Siamo in una situazione – spiega Rizzo Nervo – in cui entrambe le parti potrebbero aver bisogno di cambiare questo accordo. Da una parte c’è la giusta esigenza di riqualificare l’impianto, un progetto che credo sia possibile solo se è seguito da un piano di rilancio dell’intera struttura. Dall’altra parte c’è la nostra esigenza di aprire il Dall’Ara anche a manifestazioni internazionali come quelle che potrebbero scaturire con una collaborazione più stretta con la Federazione Italiana Rugby League. Noi siamo pronti a dialogare».

L’apertura di un tavolo per la ristrutturazione dello Stadio è una ipotesi che non dispiace a Guardaldi.
«CONSIDERO intelligente la proposta dell’assessore. Ben venga qualsiasi incontro che abbia come tema la ristrutturazione. Ci siamo occupati della manutenzione e abbiamo anche svolto qualche piccola opera straordinaria, ma è arrivato il momento di pianificare alcuni interventi». Pianificazione che diventa ancora più importante se i fondi saranno chiesti al Credito Sportivo. Questo istituto eroga mutui a tassi agevolati con una rigida disciplina: la liquidità viene consegnata solo al termine dei lavori e come garanzia spesso è richiesta una fidejussione da parte dell’ente proprietario dell’immobile, in questo caso il Comune.

Massimo Selleri

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