"Ci ha spiegato che il traffico era bloccato, e ci ha convinto a raggingere a piedi la stazione - racconta un giovane passeggero"
di Simone Arminio
Bologna, 14 luglio 2012 - Dieci minuti di ritardo e un regionale che accelera per recuperare. Poi il rumore sordo degli scambi, ma qualcosa va storto. È finita bene l'avventura di un centinaio di passeggeri diretti a Rimini, con il regionale 2885 partito da Voghera, deragliato poi all'altezza di Lavino di Mezzo.
Tra di loro anche Rocco Cazzato, giovane informatico diretto a Bologna. ««Erano le 9,40 ed ervamo in leggero ritardo - racconta Rocco -. Abbiamo visto un treno venire in direzione opposta. Gli scambi sono stati azionati ma evidentemente l'operazione non è andata del tutto a buon fine. Perché la locomotiva è passata ma il resto del treno no. Ci sono stati forti scossoni e qualcuno è caduto, anche se per fortuna nessuno si è fatto troppo male».
Tra i feriti soltanto ««una signora con un forte dolore al braccio e qualche signore anziano contuso». Il resto della storia, però, forse è la parte più grave. «Non abbiamo visto né Polfer né addetti di Rfi - continua Rocco -. Soltanto il capotreno che, spiegandoci che il traffico sulla linea era stato bloccato, per cui non c'era alcun pericolo, ci ha convinti a raggiungere a piedi la stazione di Lavino di Mezzo camminando in fila indiana sulla massicciata e in alcuni tratti anche sulle rotaie»». Di lato il treno, con le rotaie poggiate sui sassi.
««Peccato che alla stazione di Lavino - conclude Rocco - non c'era nessuno ad aspettarci. A quel punto chi ha potuto, come me, ha chiamato qualche amico, gli altri hanno chiamato a proprie spese dei taxi».
Simone Arminio