Il compagno dell’artista scomparso se ne va in agosto
di Gilberto Dondi
Bologna, 19 luglio 2012 - MARCO ALEMANNO lascerà per sempre la casa di Lucio Dalla. L’ha comunicato lui stesso nei giorni scorsi ai parenti del grande Lucio, annunciando (per iscritto) che se ne andrà spontaneamente entro agosto dalla splendida abitazione di via D’Azeglio che fa parte del patrimonio dell’autore di Piazza Grande e Caruso. Fonti vicine alla famiglia confermano la circostanza, assicurando che da parte degli eredi non c’è stata alcuna pressione in tal senso. Da parte di Alemanno, invece, silenzio totale. Il suo entourage, contattato dal Carlino, si è rifiutato di smentire o confermare la notizia.
ALEMANNO è il giovane attore teatrale che ha diviso con Dalla gli ultimi anni prima dell’improvviso malore che si è portato via il cantautore lo scorso marzo. Indimenticabili le immagini di Marco che, straziato dal dolore, il volto stravolto dal pianto, ricordava il maturo compagno di vita e di arte nella basilica di San Petronio durante i funerali cui partecipò tutta Bologna. Fin da subito, però, fra Alemanno e i cinque eredi di Dalla, cioè i cugini di primo grado (nel frattempo uno è deceduto), i rapporti sono stati tesi. Per non dire di peggio. Ufficialmente, nulla è trapelato per settimane, ma le voci di contrasti c’erano e si facevano sempre più insistenti.
POI i contrasti sono deflagrati sui giornali, con accuse reciproche. «Mi sento prigioniero in casa», disse Alemanno. «La famiglia viene sistematicamente tagliata fuori da tutto», la replica. Il problema è che l’entourage di Dalla, di cui fa ovviamente parte Alemanno, si è sempre considerato il vero depositario della volontà di Lucio, a partire dalla creazione di una fondazione per giovani artisti cui Dalla teneva tanto. Per la legge, però, gli unici e soli eredi sono i cugini, cui spettano tutte le decisioni inerenti il patrimonio del grande cantante, valutato in svariati milioni di euro. Nei giorni scorsi i cugini hanno ufficialmente accettato l’eredità dopo che il curatore del Tribunale, il commercialista Massimo Gambini, ha completato il rendiconto del patrimonio.
ENTRO POCHE settimane, dunque, la famiglia entrerà in possesso di tutti beni, compresa la casa di 2.000 metri quadrati in via D’Azeglio, un autentico museo con tutti gli oggetti e le opere d’arte di Lucio. A questo punto, è diventato inevitabile, per Alemanno, trarre le dovute conclusioni. «Me ne vado», ha scritto. Una decisione certamente sofferta, viste anche le precedenti dichiarazioni di Marco in cui spiegava il suo legame con l’abitazione.
Ora, chiuso il capitolo casa, se ne apre però un altro, quello sulla fondazione. La famiglia ha assicurato di volerla fare, aggiungendo però che sarà lei a decidere il come e il quando. Ci sarà posto per Alemanno?
di Gilberto Dondi