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Faac, la Curia: "Falso il terzo testamento"

Eredità contesa

"Non è la sua calligrafia". Monsignor Nuvoli: "Valutiamo azioni penali contro il dentista"

 

di Massimo Selleri

Michelangelo Manini (Foto Mignardi)
Michelangelo Manini (Foto Mignardi)

Bologna, 21 luglio 2012 – «SULLA VICENDA Faac la Curia è molto serena». A parlare è monsignor Gian Luigi Nuvoli, economo dell’Arcidiocesi. «Dai documenti e dalle testimonianze che abbiamo raccolto in questo periodo l’imprenditore era un uomo abbastanza schivo che però nel più totale anonimato faceva anche beneficenza e il suo testamento è in linea con quella che è stata la sua volontà espressa già nel testamento del 10/12/98».
Ora, però, è apparso un nuovo testamento in cui l’erede universale sarebbe il suo dentista, il dottor Lucio Corneti.

Qual è la sua posizione a riguardo?
«Vorrei dividere la questione in due punti fondamentali. Il primo è che quello scritto porta la data del 16 novembre 2011, mentre il 9 dicembre Michelangelo Manini si recò per l’ultima volta in Faac per un consiglio di amministrazione. In quella occasione consegnò una busta alla sua segretaria e all’amministratore delegato, Andrea Marcellan, dando indicazione che fosse conservata in cassaforte per aprirla solo dopo la sua morte. In quella lettera vi era una fotocopia del testamento depositato presso il notaio Bertolini in cui la Curia veniva nominata erede universale. Mi viene difficile pensare che una persona dal 1998 conservi un testamento olografo a favore della Chiesa, che il 16 novembre 2011 cambi pensiero per lasciare tutto al suo dentista, per poi consegnare il precedente testamento a favore della Chiesa, smentendo, dopo appena 23 giorni,quanto disposto il 16 novembre 2011».

Qual è il secondo punto?
«In questi mesi ho esaminato molti scritti autografi di Manini e posso dire che quella del 16 novembre 2011 non è la sua calligrafia. Non ho problemi a sostenere che quella firma non è solo poco intelleggibile ma è un falso totale. Basta confrontare le firme autentiche su documenti ufficiali con quella che appare nelle tre righe datate 16/11/11».
 

Quel testamento, però, è stato pubblicato. Come vi muoverete?
«L’Arcidiocesi sta seriamente pensando di denunciare per tentata truffa il dentista. Esamineremo anche il comportamento del notaio che ha pubblicato tale presunto testamento, in quanto sembra che quello scritto non sia un testamento vero e proprio ma semplicemente una dichiarazione di intenti, visto che, come appare dalla fotocopia, si legge ‘acconsente a nomina’ anche se il notaio ha creduto opportuno nella trascrizione interpretare quelle righe come se fosse stato scritto ‘acconsente a nominare’. Questa sarebbe una operazione discutibile. Ciò detto, sembra che non si tratti di un atto concreto ma solamente di una intenzione da tradurre in atto in futuro. Vorrei anche sottolineare come in data 25 gennaio 2012, il dottor Manini abbia compilato un assegno di 8.500 euro a favore del dottor Corneti per saldare le spese odontoiatriche di quel periodo. Mi sembra veramente strano che l’imprenditore abbia saldato quella cifra nei confronti di colui che avrebbe nominato suo erede universale».
 

Zio e cugina di Manini hanno, invece, impugnato quel testamento. Li ha contattati in questi giorni?
«No Ho solo scritto all’avvocato Mauro in quanto ero venuto a conoscenza di lamentele espresse ai legali del socio di minoranza di Faac, per averli noi sempre ignorati, mentre secondo loro avremmo dovuto contattarli. Io ho dato tutti i miei recapiti, ma ad oggi nessuno si è fatto vivo».

di Massimo Selleri

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