di Serafino D'Onofrio
Bologna, 8 agosto 2012 - UN indecente tallonamento sul medagliere olimpico. Il giardino d’Europa minacciato dalle steppe euro-asiatiche. Un Paese enorme, con 16 milioni di sempliciotti, insidia i primati dei nostri 50 milioni di raffinati speculatori (mentali e non). Un governicchio dell’ex impero sovietico sfida il nostro governo tecnico. Noi 7 medaglie d’oro e loro 6. ‘Loro’ sono i massicci atleti del Kazakistan (detto anche Cosacchistan o Cosacchia). Il presidente della Cosacchia è un dittatore e vuole che i suoi atleti vincano solo medaglie d’oro. Sembra una favola e, fino a lunedì, andava tutto secondo i desideri di Sua Maestà. Ma in ogni favola c’è l’imprevisto. Uno sconosciuto atleta ha osato conquistare (solo) la medaglia di bronzo nella lotta greco-romana. Forse chiederà asilo politico agli inglesi ma la favola è ugualmente a lieto fine perchè noi e i cosacchi, sul medagliere, precediamo i tedeschi della Merkel.
A BOLOGNA, invece, scoppia il caso-parcheggi. La sosta libera è vietata in centro (e ci siamo). E’ vietata fuori dalle Mura (e ci siamo abituati). E’ vietata in periferia (e ci siamo scocciati). E’ vietata anche all’Ospedale Bellaria (e ci siamo indignati). Il re dell’Usl di Bologna (Uslakistan o anche Uslacchia) vuole più soldi da ammalati e lavoratori e ha deciso di far pagare 1,10 euro l’ora i parcheggi fuori dal Bellaria. I sindacati sono furiosi. L’economia di Bologna è strana. Da poco tempo, la Curia è proprietaria della Faac, una multinazionale che costruisce cancelli. Invece l’Usl, da sempre, è proprietaria del Mercato di Mezzo, che ora darà in affitto. E non chiedetevi quante tac ed ecografie in più avrebbe potuto ‘passare’ l’Usl se avesse venduto il vecchio Mercato (sfitto per anni) perché i vostri dubbi qualunquisti mi disgustano. In fondo, l’Usl nelle sale d’attesa dei Pronto soccorso ospedalieri assicura a tutti la sosta e la sedia gratis per ore, senza visitare gli ammalati ma senza alcun pedaggio per chi aspetta.
di Serafino D'Onofrio