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Ber Banca, indagato Maffei Alberti Due ex soci l'accusano: 'Ci truffò'

Il caso

L'avvocato e professore universitario respinge tutte le accuse e ha chiesto di essere interrogato per discolparsi davanti ai magistrati

Alberto Maffei Alberti
Alberto Maffei Alberti

Bologna, 9 ottobre 2012 - Un ‘tranello’ per convincere i soci ad approvare un aumento di capitale nonostante il destino di Ber fosse già segnato e lui, in qualità di presidente, fosse già a conoscenza della proposta di Banca d’Italia di commissariare l’istituto di credito. E' di questo che due ex soci Ber, commissariata da Bankitalia nel luglio del 2009, accusano Alberto Maffei Alberti, ex presidente di Ber banca, nonché avvocato e professore universitario molto in vista sotto le Due torri.

 

Maffei Alberti, in base alla querela dei due ex soci, è stato indagato dalla Procura di Bologna per truffa aggravata. Un atto dovuto e pressochè ‘automatico’, alla luce della denuncia-querela presentata contro di lui (e contro tre ex funzionari amministrativi dell’istituto). Maffei Alberti, però, respinge tutte le accuse e ha chiesto di essere interrogato per discolparsi davanti ai magistrati. Accompagnato dal suo legale, Filippo Sgubbi, è stato sentito questa mattina dai due pm che si occupano della vicenda, Antonella Scandellari e Antonello Gustapane, già titolari del fascicolo 'madre' su Ber banca.

 

La querela contro Maffei Alberti e i tre funzionari risale a circa un anno fa e ha fruttato un’inchiesta per truffa aggravata in cui i quattro sono indagati. Nella denuncia, i due ex soci accusano l’ex presidente di essere stato a conoscenza dell’imminente commissariamento ma di averlo taciuto, facendo approvare ai soci un aumento di capitale pur sapendo già quale sarebbe stato il ‘futuro’ della banca. Quell’aumento di capitale votato il 29 giugno del 2009 (per un totale di quasi nove milioni di euro), secondo loro, è stato fatto ‘a tradimento’, quando ormai il destino dell’istituto bancario fosse segnato.

 

I due ex soci che hanno fatto querela hanno partecipato all’aumento di capitale con un quota da tre milioni di euro (uno) e 30.000 euro (l’altro). La proposta di commissariamento sarebbe stata avanzata dalla Banca d’Italia il 18 giugno 2009 (come conseguenza di un’ispezione terminata in aprile) e, secondo i due ex soci, Maffei Alberti, ricoprendo quel ruolo, non poteva non saperlo quando il 29 giugno venne votato l’aumento di capitale. Maffei Alberti, invece, sostiene di non averne saputo nulla e lo ha spiegato questa mattina ai pm. La riprova è che lui stesso ha partecipato all’aumento di capitale e rimettendoci dei soldi (diverse centinaia di migliaia di euro).
Il decreto che sottopose Ber Banca all’amministrazione del ministero dell’Economia è datato 8 luglio (dunque poco piu’ che una settimana dopo l’aumento di capitale da nove milioni di euro), mentre il commissario Fernando de Flaviis fu nominato dalla Banca d’Italia il 21 luglio 2009.
 

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