Bologna, 6 GENNAIO 2013 - Caro don Giovanni, conosco bene il suo legame profondo con don Giuseppe Dossetti, e come lei con affetto e discrezione porti avanti il valore della sua testimonianza e dei suoi insegnamenti. Vedo che anche a Bologna, ma non solo a Bologna, cresce una specie di ‘fronda’ anche altolocata che lo denigra e lo accusa. Tutto questo l’addolora? Mi spiace per lei e ovviamente per Dossetti. Ma, le chiedo, forse è meglio tacere e lasciar cadere?
 

IN QUESTI giorni i messaggi e le lettere circa le varie ‘dichiarazioni’ su don Giuseppe sono arrivati in gran numero. Le righe qua sopra sono semplici e cortesi. Rispondo a lei per rispondere a tutti. Certo che la cosa mi addolora. Per nessuno è semplice che si parli male del proprio padre. E poi, si potrebbe dire, «è morto»! Ma proprio qui sta la ragione di queste voci. Gesù parla dei monumenti che si erigono ai profeti una volta che sono morti. Quest’usanza è attuale, e anche a grandi profeti come don Milani o La Pira, una volta che sono morti, il monumento gli vien fatto.
Il problema di don Giuseppe è che egli è terribilmente vivo! I suoi amici si possono ormai canonizzare, ma lui deve essere almeno del tutto censurato, e magari pure aggredito. Dunque, anche se non è bello, si capisce da questo quanto lui sia vivo, e quindi, per qualcuno, anche molti ingombrante. Lui, invece, voleva bene a tutti. Anche agli avversari più aggressivi.
 

TRA L’ALTRO sta succedendo quello che anche quando lui era al mondo spesso succedeva. Così è successo che dei giovani che non l’hanno mai visto, giovani addirittura non credenti, che quindi non percorrono la sua stessa strada di vita, l’hanno cercato e ne sono rimasti affascinati.
Due documentari molto belli su di lui, usciti di recente, hanno questi giovani come autori. Che poi tutto avvenga proprio nella ricorrenza dei cinquant’anni del Concilio è significativo, e mostra come molte persone, anche e soprattutto della Chiesa, non riescano a cogliere e ad accogliere il gran dono che Dossetti è stato per il Concilio. Ma il vero problema non è tanto che non gli piace Dossetti, quanto che non gli piace il Concilio. E quindi il grande regalo che per il Concilio è stato il lavoro umile e sapiente di Dossetti, a servizio del cardinale Lercaro, della nostra Chiesa di Bologna e della Chiesa Universale.
Quindi, pur con qualche piccola amarezza, mi porto sempre nel cuore una grande affettuosa riconoscenza. Buona Domenica a tutti.
 

Don Giovanni

don Giovanni Nicolini