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Tagliatelle o tortellini? No, a Bologna è meglio il gelato

I turisti lo preferirebbero ai classici piatti gastronomici locali, secondo un’indagine coordinata dal mass-mediologo Roberto Grandi. Sei d'accordo?

Vari gusti di gelato (pressphoto)
Vari gusti di gelato (pressphoto)

Bologna, 18 aprile 2013 - Una conferma, condita da qualche sorpresa inattesa. Perche’ se i turisti stranieri che hanno visitato Bologna hanno apprezzato quelle che nell’immaginario collettivo sono da sempre le principali attrattive della citta’ (convivialita’, gentilezza delle persone, eventi, attrazioni culturali e occasioni di intrattenimento, musica) dall’altra parte, sul fronte del buon cibo, il gelato batte tagliatelle e tortellini. A scattare la fotografia del ricordo lasciato da Bologna nei turisti che hanno trascorso qualche giorno sotto le Due Torri e’ un’indagine coordinata dal mass-mediologo Roberto Grandi e realizzata, in vista del lancio da parte del Comune del brand Bologna, dall’Urban center attraverso tre canali: un questionario tra i visitatori italiani e stranieri, il recupero di ricerche realizzate in passato sullo stesso tema (anche dalla Commissione europea), l’analisi reputazionale di Bologna sul web.
 

Per chi l’ha soggiornato in città recentemente, dunque, Bologna è ricca d’arte, cultura e buon cibo; è vivace, ma anche costosa, trafficata, inquinata e sporca. E’ una citta’ piena di giovani, anche grazie alla piu’ antica Universita’ del mondo, dove si puo’ girare tranquillamente a piedi, ed e’ resa speciale dai suoi portici. Dall’analisi emerge anche che piu’ giorni si resta all’ombra del Nettuno, piu’ si apprezza Bologna.
Perche’, il giudizio in generale positivo sulla citta’ (per molti “un gioiello nascosto”) migliora ulteriormente in chi rimane oltre i due giorni di permanenza media, riuscendo cosi’ a godersi eventi e occasioni di intrattenimento. Insomma, e’ il lato gaudente di Bologna che piace, il fatto di non essere un luogo turistico nell’accezione deteriore del termine, ma una citta’ da vivere, nella quale perdersi, magari gustando un gelato di una delle tante gelaterie artigianali spase nel centro storico.

Nella ‘grassa’ Bologna, infatti, l’’ice cream’ e’ piu’ apprezzato di tagliatelle e tortellini, viene degustato alla pari del buon vino, tanto che tra i turisti, piu’ che tra gli italiani, corre la fama del museo dedicato al gelato aperto da Carpigiani. Al Comune, impegnato nel rilancio turistico della citta’, l’analisi delle preferenze dei turisti restituisce un’immagine della citta’ che e’ quella del divertimento, che in questi anni ed anche recentemente (vedi l’inchiesta su piazza Verdi e il palco delle Scuderie) si e’ scontrata, a tratti assai duramente, con una parte dei residenti, che invocano una maggiore tranquillita’.
 

“Noi abbiamo un atteggiamento diverso dalla precedente amministrazione”, rivendica l’assessore al Marketing territoriale, Matteo Lepore. L’amministrazione non intende perseguire la strada dei divieti, assicura, ma nello stesso tempo chiede “il rispetto delle regole”. I nuovi regolamenti dovranno servire proprio a questo, a fissare un equilibrio tra le aspettative dei giovani, dei residenti e dei turisti, in cui “ognuno rinuncia a qualcosa”. Del resto, ricorda Lepore, “altre citta’ europee hanno gli stessi problemi di Bologna, ma orari diversi”. Che significa, che eventi e concerti non e’ detto debbano essere programmati per forza alla sera, ma possono essere fatti a mezzogiorno. C’e’ poi il problema del fine settimana. “La domenica e’ un giorno da riformare”, spiega Grandi. “Alla domenica la citta’ e’ spenta”, rincara la dose l’assessore, sottolineando la scarsita’ di negozi ed esercizi aperti.
 

Insomma, se l’apprezzamento della citta’ e’ legato soprattutto alla presenza di eventi e occasioni di intrattenimento, “bisogna pubblicizzare meglio quello che c’e’ e fare in modo che ci sia sempre qualcosa”. Su quelo Palazzo D’Accursio intende spingere l’acceleratore, affidando a Bologna Welcome il ruolo di coordimento delle iniziative. “Dalla tassa di soggiorno ricaveremo tre milioni di euro che saranno spesi per eventi eculturali, promozione e riqualificazione urbana”, assicura Lepore, annuanciando che a maggio sara’ bandito il concorso per la creazione del brand Bologna, un logo che dovra’ riassumere l’essenza della citta’ ed accompagnare aziende e enti all’estero.

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