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Scuola, crack della maggioranza Sel: "Il Pd ignora il referendum"

La Torre: "I democratici dialogono con il Pdl e abbandonano loro popolo". Il voto, intanto, è stato rimandato al 29 luglio

In consiglio comunale si discute di referendum e scuola pubblica (Fotoschicchi)
In consiglio comunale si discute di referendum e scuola pubblica (Fotoschicchi)

Bologna, 22 luglio 2013 -  La pausa chiesta dal Sel per esaminare l’odg del Pd non e’ bastata a convincere i vendoliani a votare il documento dei colleghi di maggioranza. Anzi, nel suo intervento immediatamente dopo il break, la capogruppo di Sel, Cathy La Torre, chiarisce che “non si puo’ ignorare la volonta’ espressa dai cittadini che sono andati a votare A”. E aggiunge “non capisce come mai il Pd discuta col Pdl fino a votare la fiducia ad Alfano e qui non discuta con la sua gente”. Per questo, Sel tira dritto per la sua strada e presenta il suo documento “per il progressivo azzeramento dei finanziamenti pubblici alla scuola materna paritaria privata”. Rincara la dose un comunicato stampa di Sel Bologna con questo titolo: “Il Partito democratico abbandona il suo popolo”.
 

I vendoliani osservano che “se il Pd avesse fatto una proposta di riduzione, anche con gradualita’, dei fondi alle scuole dell’infanzia paritarie private ne avremmo discusso, ma non abbiamo mai nemmeno intravisto questo spazio”. Appare dunque come un “fatto che il Pd riesca a mediare con tutti e su tutto, dal salvataggio di Alfano alla riduzione delle tutele dell’articolo 18, ma non con il suo popolo che si e’ espresso con un referendum, non per toccare le scuole private anche se questo si tradurrebbe in maggiori risorse e in maggiori posti nella scuola pubblica sancita dalla Costituzione, non per garantire la soddisfazione della domanda di scuola pubblica per le tante famiglie che in questi anni sono rimaste in lista d’attesa fuori dai cancelli delle scuole comunali e statali”.

Dunque, accusa Sel, “ancora oggi in aula il Pd ha perpetrato la narrazione della miracolosa e insostituibile architettura del sistema integrato pubblico privato” sostenendo una “interpretazione” che “e’ stata rigettata dai bolognesi con il risultato referendario che chiede semplicemente di finanziare con tutti i fondi disponibili la scuola pubblica gia’ duramente impoverita da anni di tagli.
Questi sono i fatti. E la nostra proposta, se pure sara’ respinta dal Consiglio Comunale e’ sostenibile ed e’ agli atti”.

Voto rimandato al 29 luglio

E' rimandato alla settimana prossima, ultima seduta del Consiglio comunale di Bologna prima della pausa estiva e ultima data utile da norma dello Statuto, il voto dell'aula sull'esito del referendum sul finanziamento pubblico alle scuole materne paritarie. C'e' dunque ancora una settimana di tempo perche' la maggioranza trovi una quadra.

(Dire)

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