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‘Bolobene’ contro ‘Bolofeccia’: in 200 dal social alle botte

I liceali ricchi sfidano i coetanei poveri delle scuole tecniche: prima su Ask, il regno del cyberbullismo, poi dal vivo

 

di Enrico Barbetti

(Foto Schicchi)
Bologna, maxi rissa tra ragazzini ai Giardini

Bologna, 14 settembre 2013 - UNA RISSA da Far West. Un’esplosione di violenza che ha colto di sorpresa una città intera. Un incendio divampato dal nulla in un sonnolento pomeriggio di fine estate, dopo avere covato sotto la cenere dei social network. Due bande di adolescenti si sono affrontate ieri poco prima delle 19 ai Giardini Margherita. Almeno 100 i ragazzi coinvolti secondo le testimonianze più prudenti, oltre 200 secondo altri racconti. I resoconti dell’episodio, fra cronaca e leggenda metropolitana, in poche ore hanno intasato la rete, mentre i carabinieri, intervenuti con sette equipaggi sul posto, hanno lavorato fino a tarda notte per identificare e rintracciare i partecipanti e ricostruire l’accaduto.

LA GAZZARRA è scoppiata nella zona del parcheggio nei pressi del circolo tennis. I primi ragazzini sentiti dai carabinieri hanno dato dell’accaduto versioni differenti, ma la maggior parte delle testimonianze riferisce che lo scontro è stato costruito sui social network e in particolare su Ask, un mezzo di comunicazione già finito sotto accusa in diversi Paesi perché ritenuto il regno del cyberbullismo. I gruppi che si sono affrontati si riassumono nelle categorie ‘Bolobene’ e ‘Bolofeccia’ e i componenti avrebbero tutti fra i 14 e i 18 anni. I primi sono liceali italiani di buona famiglia, con il macchinino, tanti soldi in tasca, la casa a Riccione e così via. I secondi invece hanno pochi spiccioli da spendere, famiglie umili o disagiate alle spalle, frequentano gli istituti tecnici e professionali e tra loro ci sono molti stranieri di seconda generazione. Le due fazioni si sarebbero scambiate i complimenti su Ask, sfottendosi a vicenda per sostenere la rispettiva supremazia sulla città, «per poi darsi appuntamento per chiarire le gerarchie a suon di cazzotti», ipotizza un investigatore. Altri testimoni, però, hanno riferito ai militari che la maxi-rissa sarebbe nata in seguito a un battibecco avvenuto poco prima all’interno del parco: «E quello che era stato messo in mezzo si è ripresentato con 50 amici». Di certo alla centrale operativa dei carabinieri, attorno alle 19, è arrivata una raffica di chiamate: «Venite, ci sono almeno 100 ragazzini che si stanno picchiando». Le gazzelle del nucleo radiomobile e altri carabinieri della stazione Bologna si sono precipitati nell’area verde, ma all’approssimarsi delle macchine con le insegne dell’Arma gran parte dei partecipanti si è sparpagliata all’interno del parco e nelle vie circostanti.

I MILITARI ne hanno fermati alcuni individuandoli dagli zigomi ammaccati. Due giovani italiani sono stati medicati sul posto per le contusioni. Nessuno ha riferito ai militari della presenza di armi. La rissa si sarebbe consumata ‘a mani nude’, anche se successivamente, sempre sui social network, qualcuno ha scritto di avere visto dei coltelli. In serata i carabinieri hanno fatto anche il giro dei pronto soccorso cittadini per rintracciare il maggior numero possibile di partecipanti al parapiglia. Delle decine di ragazzini presenti, una buona fetta si sarebbe limitata a fare ala, assembrandosi attorno all’epicentro delle botte per guardare, scattare foto e fare video con gli smartphone. Ora, il timore è che quella di ieri pomeriggio sia stata solo la prima battaglia di una guerra fra adolescenti e che qualcuno voglia rifarsi al più presto dei pugni incassati. Non virtuali.

Enrico Barbetti

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