Bologna, 16 agosto 2016 - Un nuovo parcheggio gratuito di attesa, per evitare la bolgia selvaggia di auto ferme con le quattro frecce sulla rotonda dell’aeroporto. I cartelli della nuova ‘Wait zone’ sono comparsi venerdì scorso al Marconi. Portano al parcheggio dei lavoratori dello scalo, il primo a destra, subito prima della rotonda incriminata. È un servizio sperimentale, spiegano dalla società di gestione, che approfitta della minore presenza di personale a lavoro. L’obiettivo è provare a evitare il malcostume diffuso, e spesso raccontato dal Carlino, di chi, dovendo aspettare più di dieci minuti (tanto dura il parcheggio gratuito nel ‘kiss&fly’), piuttosto che pagare preferisce intasare gli accessi allo scalo fermando l’auto a bordo strada. Il Marconi era già corso ai ripari restringendo la carreggiata per rendere meno agevole l’operazione illecita. Il risultato? Auto ferme lo stesso, e traffico congestionato del tutto.

Così è nata la ‘Wait zone’. È aperta 24 ore su 24 nei festivi e dalle 18 alle 3 del mattino nei giorni feriali, di sicuro per tutta l’estate. L’idea, descritta in tre vignettone presenti sulla nuova cartellonistica, è che ci si possa fermare lì per poi andare nel kiss&fly soltanto all’ultimo momento, quando la persona che aspettiamo ci comunica per telefono di essere uscita dall’aeroporto. Se la Wait zone dimostrerà di funzionare, dall’autunno si studierà una soluzione permanente.

Nel frattempo i dipendenti giurano vendetta. Non quelli che dovranno coabitare con gli accompagnatori, ma quelli – assunti dalle società di handling – che da quel parcheggio qualche mese fa erano stati scacciati, per essere spostati in una nuova area sosta «molto più scomoda e soprattutto troppo lontana», come hanno già più volte denunciato. «Ora, oltre al danno del disagio – sottolinea Luisa Fiore, rappresentante dei lavoratori per l’Usb – si è aggiunta la beffa. Doppia, prima di tutto perché quando siamo stati sfrattati dal nostro parcheggio ci è stato detto che il motivo erano i nuovi cantieri del People Mover, e invece oggi scopriamo che il motivo vero era fare spazio agli utenti. Poi perché in questo modo agli utenti che si rifiutano di pagare abbiamo dato il posto gratis, mentre molti di noi, per parcheggiare a venti minuti di navetta dal posto di lavoro, sono costretti anche a dare all’azienda 81 uno euro all’anno».