Bologna, 4 ottobre 2017 - Un alcoltest fatto troppo tardi, rispetto al momento in cui il motociclista era stato fermato, e la condanna per guida in stato di ebrezza con tasso superiore a 1,5 grammi-litro (soglia oltre la quale scatterebbero anche sospensione della patente da uno a due anni e confisca del mezzo) è stata annullata. Secondo il giudice è impossibile stabilire con certezza quale fosse il livello di alcol nel sangue mentre era alla guida.

I fatti risalgono al 27 ottobre del 2016. Alle 4,45, la Polizia ha fermato in via Sanvitale, in pieno centro, un motociclista che andava contromano e senza casco. L’alito del giovane, un 31enne, puzzava di vino e l’uomo aveva gli occhi arrossati. La pattuglia non era però dotata dell’etilometro e quindi ha dovuto attendere l’arrivo di una seconda macchina, alle 5.40. I poliziotti misero a verbale che in un primo test alle 6.25 fu riscontrato un tasso di 1,51 e che un quarto d’ora dopo il tasso era salito a 1,66. Un tasso tre volte oltre il limite.

La Procura aveva chiesto e ottenuto decreto penale di condanna, ma l’imputato, difeso dall’avvocato Alessandro Veronesi, ha fatto opposizione e ha chiesto il processo con il rito abbreviato, condizionato all’acquisizione di una consulenza tecnica della tossicologa Elia Del Borrello.

Il Gup Alberto Gamberini nella sentenza cita la consulenza, dove si dice che il ‘picco alcolico’, cioé il livello massimo di concentrazione nel sangue, varia in un range tra venti minuti e qualche ora, sulla base di diverse variabili soggettive.

Nel caso specifico, ragiona allora il giudice, l’assunzione è avvenuta sicuramente prima delle 4.45, ma con un test fatto un’ora e quaranta minuti dopo non si può stabilire quale fosse il livello nel momento in cui era in sella. Questo anche perché la ‘curva alcolemica’ era in crescita e non era ancora stato raggiunto il ‘picco’. Se è quindi certo che si trovasse sotto l’influenza di alcol mentre era alla guida, tuttavia non ci sono elementi che indichino quale fosse il tasso, se avesse superato la soglia di rilevanza penale (0,8 g/l) e pure quella dell’illecito amministrativo (0,5).