Bologna, 19 maggio 2017 – Condannata a 14 mesi come assenteista, sospesa per due mesi dal lavoro e poi, una volta tornata in ufficio, promossa. La vicenda riguarda una dipendente del Mise, condannata per truffa ai danni dello Stato assieme ad altri otto colleghi, che, con un ordine di servizio del direttore ad interim delle attività territoriali del Ministero dello Sviluppo Economico del 16 maggio, è stata nominata capo del suo settore.

Nel 2009 fu un dipendente dell’ente, Ciro Rinaldi, attraverso una denuncia, a dare il via alle indagini, sfociate nella vicenda giudiziaria, che oggi definisce la nomina «quanto meno inopportuna e certamente oggetto di potenziali tensioni». «Una scelta poco opportuna, date le circostanze», rincara la segretaria generale di Fp Cgil, Anna Andreoli. «Mi piacerebbe sapere – conclude la sindacalista – come è stata fatta la valutazione. Dopo la condanna e la sospensione ha pagato i suoi debiti, tuttavia mi pare inopportuno pensare che nel selezionare dipendenti per posizioni di responsabilità non si tenga conto del pregresso».