Bologna, 11 gennaio 2018 – La prima, una ecuadoregna di 45 anni, sfilava i portafogli dalle borse delle vittime (quasi tutti anziani) generalmente sugli autobus cittadini. La seconda, bolognese di 55 anni, prestava il Pos del proprio negozio affinché la ladra potesse svuotare tutto il conto in banca delle malcapitate vittime nel giro di un'ora dal furto. Prima, cioè, che le vittime potessero accorgersi della mancanza e bloccare la tessera bancomat.

Una bella coppia di donne, entrambe arrestate con l'accusa di ricettazione e indebito utilizzo di carte di credito. Una formulazione giuridica che non rende l'idea della perfidia delle due che prendevano di mira gli anziani (anzi, le anziane) lasciandoli prima senza portafoglio e poi con il conto in banca completamente ripulito.

Funzionava così: una volta rubato il portafoglio, l'ecuadoregna prelevava denaro contante in uno sportello bancomat, dopo aver trovato il pin nei portafogli degli anziani. Poi, per raggiungere il limite giornaliero, andava nel negozio di via Lame dove, grazie alla collaborazione della complice bolognese, prosciugava così il plafond del giorno. Intanto la negoziante emetteva regolari scontrini per giustificare il regolare pagamento di queste grandi somme.

Le hanno scovate gli agenti grazie un nuovo sistema investigativo che permette di “monitorare il percorso del denaro dal momento del borseggio alle successive fasi delittuose”. Con questo ingegnoso meccanismo, le due avevano spennato almeno 30 vittime dal 2013 ad oggi. In totale il denaro sottratto ammonterebbe a circa 100mila euro. Anche un napoletano di 80 anni risulta indagato con le stesse accuse.