Bologna, 7 dicembre 2017 - Un Masterchef alla mensa dell’Antoniano. Bruno Barbieri diventa ambasciatore dell’‘Operazione pane’, campagna di raccolta fondi a sostegno delle mense francescane, per dare da mangiare a chi ne ha bisogno e costruire per loro e con loro una rete di rapporti e relazioni che li reinseriscano a poco a poco nel mondo. L’iniziativa, lanciata in occasione dello Zecchino d’Oro numero 60, lo vedrà sul palco della manifestazione sabato, in occasione della finale e per promuovere il numero solidale 45511.

Fino all’11 dicembre infatti, mandando un sms o effettuando una chiamata da telefono fisso, sarà possibile donare pasti a 15 mense francescane in tutta Italia, che accolgono nelle loro strutture circa 4.000 persone ogni giorno costruendo con loro percorsi ad hoc. Barbieri, davvero «catturato» dall’importanza dell’iniziativa, proprio l’ultimo lunedì di novembre ha toccato con mano e cuore la vita di chi, grazie alla mensa ‘Padre Ernesto’, ogni lunedì sera trova un rifugio e un ascolto. Ha cucinato per 35 famiglie e si è intrattenuto con tutti.

Barbieri, partiamo dal dopo: come si è sentito quando quel lunedì sera ha lasciato la mensa?
“Sono uno che gira il mondo e di situazioni di emergenza ne ho viste tante, soprattutto in Brasile, nelle favelas. Il giorno dopo è stato come quello prima, la voglia di fare qualcosa per qualcuno, l’emozione di questo incontro. Forse dovevamo farlo prima, perché mi sono accorto che basta davvero poco per portare un po’ di felicità”.

Lei è arrivato alla mensa e tutti sapevano chi fosse?
“Sì, erano preparati, mi hanno anche dedicato una zirudela. Sapevano che ero quello di Masterchef che stava dedicando loro del tempo, perché non ho solo cucinato ma dopo ho parlato con loro, ci siamo fatti le foto, abbiamo giocato e scherzato per rompere il ghiaccio. Quando le famiglie sono arrivate e le ho ricevute alla porta erano stupite, che meravigliosa energia... mi si è accapponata la pelle. Magari non faccio beneficenza, ma in quel momento ero lì con Erik Lavacchielli, lo chef del Fourghetti, e dal pomeriggio cucinavamo per loro”.

Cosa avete preparato?
“Mi hanno detto dall’Antoniano di arrivare senza nessuno e io sono arrivato solo con Erik, per cucinare coi volontari che tutti i giorni cucinano 100 pasti. Nessun ingrediente comprato precedentemente, ho cucinato con quello che ho trovato in frigorifero, crema di verze e patate e pane tostato con parmigiano fondente, polpette fatte col friggione e macedonia di frutta con salsa di fragole. Una cena normale ma speciale. Ecco, per tornare alla sua domanda dell’inizio, dopo, in macchina, ho pensato che ci vuole ben poco e che un conto è cucinare tutte le sere per un pubblico che ti paga e un altro è farlo per persone che non hanno niente, per ragazzi di paesi difficili e stranieri ma anche per famiglie italiane, perché ci sono anche quelle”.

Immagino quanti selfie si sia fatto quella sera.
“La prima cosa che mi hanno chiesto i ragazzi sono stati i selfie, perché nonostante la fame, l’idea di avere una foto con un masterchef e farla vedere a scuola il giorno dopo azzera il resto”.