Zola, 2 gennaio 2018 – E’ stato un cortocircuito che si sarebbe sviluppato dall’impianto fotovoltaico alletestito sul tetto del capannone la causa dell’incendio che l’altra sera ha mandato un fumo alcuni pezzi della scenografia della serie televisiva di Coliandro depositati in un magazzino di Ponte Ronca, frazione di Zola.

A furor di popolo

Le fiamme si sono sviluppate verso le 19,30 nella porzione settentrionale di una lunga struttura agricola in via Prati, un paio di campate di porticato dove erano depositati attrezzature agricole ed alcuni mobili (un paio di scrivanie, una poltrona, uno schedario) che la scorsa estate erano state utilizzate per trasformare la stazione ferroviaria di Ponte Ronca nella caserma dei carabinieri dov’è stata girata buona parte delll’ultima puntata della serie televisiva con protagonista l’ispettore Coliandro.

L'ispettore Coliandro torna in tv da venerdì 13

La stazione è sede dell’associazione di volontariato La Ronca che usa un ambiente del capannone del suo ex presidente Roberto Adani come magazzino per le varie iniziative di paese e di beneficenza. m«Quando sono terminate le riprese abbiamo tenuto in deposito un po’ di materiali che dovevano venire utili per la prossima serie. Sì, si sono danneggiati e mi dispiace proprio, coi Manetti Bros si è creato un bellissimo rapporto. Con le nostre attività sosteniamo iniziative sociali e questi spazi ci sono comodi», ha spiegato Adani, dispiaciuto per il danno (di modesta entità) che le fiamme hanno arrecato ad alcuni mobili in legno e tessuto depositati in via Prati.

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I danni allo stabile e all’impianto fotovoltaico sarebbero stati certamente maggiori se non ci fosse stata la segnalazione e l’allarme tempestivo di una residente della stessa via che transitava dalla strada comunale e ha scorto le prime fiamme sul tetto dello stabile. L’arrivo dei vigili del fuoco dalla caserma di Zola e dal distaccamento di Bazzano è stato veloce e in meno di un’ora i pompieri hanno avuto ragione delle fiamme che si sarebbero propagate dai giunti fra i pannelli solari e da lì arrivate all’inverter. Per rifornire i mezzi di soccorso è sopraggiunta un’unità di autobotte dai vigili del fuoco di Bologna. Sul posto anche i carabinieri della stazione di Zola che hanno svolto gli accertamenti di rito.