Bologna, 14 settembre 2016 - Avevano messo in piedi un giro di droga, hashish e cocaina, per rifornire la loro clientela, fatta soprattutto di professionisti, in città e provincia. Alla fine, però, Federico Pignatelli, 41enne tarantino; Roberto Giovannini, 51 di Imola; Rosario Guastalegname, 49 di Vibo Valentia; Davide Giuseppe Diforti, 44 di Torino; Stefano Emolo, 33 di Napoli; Eugenio Nocito, 32 di Napoli; Raffaele Scarpiello, 31 di Foggia; Flavio Scognamiglio, 45 di Foggia; Luciano Severgnini, 57 di Bergamo; Pasquale Fortunato Morgante , 46 di Reggio Calabria (agli arresti domiciliari); Lorenzo Felice, 49 di Taranto (obbligo di dimora), sono finiti nella rete della Squadra mobile.

L’operazione Pigna d’oro, iniziata nell’aprile del 2015 e terminata lo scorso maggio, ha portato a dodici ordinanze di custodia cautelare emesse dal gip, su richiesta dei pm Stefano Orsi e Roberto Ceroni. Undici sono state eseguite, mentre una persona è tuttora ricercata.

Secondo gli investigatori, il gruppo, che a vario titolo risponde di spaccio continuato di stupefacenti e spendita di banconote false, procurava cocaina e hashish alla loro clientela di livello medio-alto, composta quasi tutta da professionisti. Tra gli indagati a piede libero, infatti, ci sono anche un avvocato civilista che fa anche il mediatore sportivo e un assicuratore.

Vista la clientela a cui era destinata la droga, la cocaina poteva essere ceduta anche a prezzi che raggiungevano i 45 euro al grammo e nel corso dell’operazione la Squadra mobile è riuscita a sequestrare 60 chili di hashish a luglio 2015 e 500 grammi di cocaina. I componenti del gruppo, inoltre, non lavoravano insieme, ma ognuno portava avanti la propria attività. Pignatelli, infatti, era entranto anche nel giro del traffico di banconote false. Le indagini della Squadra mobile hanno portato alla luce che il 41enne tarantino, dopo essere uscito di prigione nel 2014, era stato affidato all’avvocato civilista Raffaele Urbano, per svolgere i servizi sociali.

Pignatelli aveva poi convinto l’avvocato a recuperare, con l’aiuto di un complice, Scognamiglio, in cambio di mille euro, circa 24mila euro in banconote false divise in tagli da 50 e 20 euro (vendute a 4 euro l’una), che il 41enne conservava a Napoli. I due, quindi, a maggio del 2015, hanno recuperato i soldi, ma sono stati fermati ad Arezzo dalla polizia stradale che li ha arrestati. L’operazione Pigna d’oro, in realtà, rappresenta una costola di altre due indagini antidroga portate a termine dalla Squadra mobile tra il 2015 e quest’anno: la prima gravitante intorno alla figura del calabrese Francesco Ventrici, ritenuto uno dei massimi importatori in Europa di cocaina dal Sud America, e un’altra che la scorsa primavera portò al sequestro di un consistente quantitativo di droghe sintetiche dirette alle piazze della città.