Bologna, 11 luglio 2017 - Aveva ordinato la merce ai suoi contatti in Spagna e doveva riceverla dentro un pacco consegnato da un corriere. Uno scatolone anonimo, abbastanza voluminoso, come milioni di scatoloni consegnati ogni giorno in tutto il mondo. L’acquirente, uno studente universitario fuori sede residente in un appartamento del Quadrilatero, l’aspettava con ansia. Già, perché dentro il pacco non c’era una maglietta o un paio di scarpe, ma quasi nove chili di droga. Quattro di marijuana e quasi cinque di hashish. Droga cosiddetta leggera da smerciare, secondo i piani dello studente, negli ambienti universitari e fra i suoi amici della Bologna festaiola.

Ma il piano è miseramente fallito, perché le autorità doganali spagnole hanno intercettato la spedizione e segnalato tutto alla Guardia di finanza, che ha così organizzato una ‘consegna controllata’ finita con l’arresto del ragazzo, un napoletano di 24 anni incensurato. L’operazione è stata portata a termine dai finanzieri del Secondo gruppo del Comando provinciale, che dalle autorità iberiche hanno ricevuto i dati del destinatario, cioè il nome e il numero di cellulare indicati sulla bolla. Il primo era fasullo, mentre il secondo autentico. E così sono risaliti alla vera identità del compratore e al suo domicilio. Poi si sono travestiti da corrieri e hanno suonato al campanello dell’appartamento diviso dal giovane con altri studenti universitari, del tutto ignari dei suoi traffici.

«Dobbiamo consegnare questo pacco?», hanno detto al 24enne. «Sì, grazie. Lo stavo aspettando», ha risposto lui. Ai suoi polsi sono perciò scattate immediatamente le manette con l’accusa, poi formalizzata dal pm Enrico Cieri, di detenzione di droga a fini di spaccio ed è finito alla Dozza, dove si trova tuttora. L’arresto è avvenuto nei giorni scorsi e ora gli inquirenti italiani e spagnoli stanno lavorando insieme per scoprire la rete di contatti del giovane e capire chi gli abbia fornito i nove chili di ‘erba’ e ‘fumo’ che dovevano arrivare per via aerea. Secondo gli inquirenti, la merce era appunto destinata al mercato dei giovani universitari. L’ipotesi è che il contesto sia quello dello spaccio di un certo livello. Il giovane infatti viveva nel salotto buono della città ed era incensurato, con una rete di amicizie da collocare non certo nei bassifondi. L’indagine è dunque destinata ad avere sviluppi che potrebbero essere molto interessanti. Ora infatti saranno esaminati con grande attenzione l’agenda telefonica del campano e tutti i suoi contatti sui social network. Dove porterà l’indagine lo si capirà solo nei prossimi mesi.