Bologna, 10 novembre 2017 – “Te ne devi andare, tornate a casa tua”. Parole che aggravano la posizione del 27enne accusato di aver aggredito un egiziano in Cirenaica il 2 ottobre scorso. Per il giudice delle indagini preliminari, Gianluca Petragnani Gelosi, infatti, sussiste l’aggravante del razzismo contestata dalla Procura.

Quel giorno la vittima stava distribuendo volantini in un condominio di via Scipione del Ferro prima di essere colpita con un badile, poi con un manganello e infine con un coltello. Dopo qualche ore un italiano di 27enne si presentò in Commissariato per spiegare la sua versione dei fatti. Parlò di una lite verbale e di una colluttazione, durante la quale lui stesso sarebbe stato bastonato, riportando ferite guaribili in 15 giorni. E aggiunse che quel coltello lo aveva sottratto all’egiziano nel mezzo della zuffa.

Fu dunque denunciato per lesioni personali, aggravate da futili motivi, e porto illegale di armi. Accuse adesso rese più pesanti dalla frase che l’italiano avrebbe pronunciato rivolgendosi al 39enne prima di colpirlo: “Te ne devi andare, tornate a casa tua”. Secondo i magistrati, sono parole che “lasciano intendere che il vero motivo” all’origine dell’aggressione “non possa essere che quello dell’odio razziale”. Dunque, dopo la richiesta del pm, il gip ha firmato un’ordinanza di custodia ai domiciliari.