Bologna, 11 luglio 2017 - Dopo il licenziamento di alcune settimane fa, arrivano ora due sospensioni per i ‘furbetti del cartellino’ dell’Istituto per i beni culturali dell’Emilia Romagna di via Galliera. Si tratta dei procedimenti disciplinari aperti a spron battuto da viale Aldo Moro dopo lo scandalo sollevato da un servizio di Striscia la notizia. Il licenziamento, come noto, ha colpito Vincenzo Colombo, il padre dell’ex assessore al Traffico Andrea, la cui posizione era fra le più critiche. Le sospensioni dal lavoro e dallo stipendio, invece, sono state inflitte a due posizioni per colpe di natura molto differente. La prima, di pochi giorni, è andata a un dipendente che si era assentato per venti minuti. La seconda, al contrario, è stata comminata all’ex direttore dell’Ibc, Alessandro Zucchini, che nel frattempo si è dimesso ed è tornato a fare il precedente lavoro, cioè il dirigente in Regione. La sospensione nel suo caso durerà un mese e l’accusa è di omesso controllo, ovvero di non aver sorvegliato a dovere in (presunti) fannulloni.

L'ufficio procedimenti disciplinari, come comunicato ieri dalla Regione, ha concluso la sua istruttoria sui primi 19 casi esaminati. Oltre ai tre dipendenti puniti, altri tre sono stati archiviati, mentre gli 13 procedimenti sono stati «congelati in attesa degli approfondimenti della magistratura» che ha da tempo aperto un’inchiesta sulla vicenda. L’indagine penale conta al momento 28 indagati, segnalati alla Procura dalla Guardia di finanza che ha esaminato con attenzione tutto il corposo materiale video di Striscia. Zucchini non è fra i 28, il suo addebito è solo disciplinare. La stessa Procura nei giorni scorsi ha segnalato alla Regione altri 12 nominativi che ancora mancavano a viale Aldo Moro, che ha così aperto altri 12 procedimenti disciplinari. Fra questi, due sarebbero irrilevanti sotto il profilo disciplinare. L’ufficio regionale ha comunque avviato le verifiche su tutti i nuovi casi, rispetto ai quali si potrebbero profilare situazioni da approfondire.

Per quanto riguarda i 19 procedimenti del ‘primo filone’, invece, oltre al licenziamento e alle due sospensioni, i tre casi finiti con l’assoluzione dei dipendenti «sono stati archiviati – spiega la Regione – sostanzialmente per mancanza di prove acclarate. In questo caso, l’Ufficio procedimenti si è riservato comunque la facoltà di riaprire il caso se dovessero emergere ulteriori elementi nelle indagini». Fra i 13 procedimenti sospesi c’è anche quello a Cinzia Cracchi, la donna che portò alla dimissioni l’ex sindaco Flavio Delbono.

«La sospensione – conclude la Regione – consentirà all’Ufficio di acquisire e valutare eventuali nuovi elementi - se dovessero emergere nel corso delle indagini svolte in sede penale - utili per concludere anche il procedimento disciplinare a questi 13 dipendenti». Ora dunque la parola passa all’inchiesta penale, che però non è il solo fronte aperto a carico degli assenteisti. Nei giorni scorsi, infatti, la Finanza ha inviato una segnalazione anche alla Corte dei Conti ipotizzando a carico dei 28 indagati un danno di immagine arrecato a viale Aldo Moro di ben 600mila euro.