Bologna, 19 giugno 2017 - Più di 10 incidenti stradali al giorno, per un bilancio annuale che parla di 66 morti, il 40% dei quali pedoni e ciclisti, e 5.379 feriti. Le anticipazioni del report 2016 sull'incidentalità nella Città Metropolitana di Bologna tracciano un quadro in linea con i dati dell'anno precedente, mentre Palazzo Malvezzi continua a puntare, entro il 2020, a un dimezzamento dei decessi registrati nel 2010. I sinistri con infortunati, lo scorso anno, sono stati 3898, 104 in più rispetto al 2015 (+2,7%), e, nonostante le persone decedute siano passate da 64 a 66, la tendenza di lungo periodo parla di una mortalità stradale diminuita, negli scorsi 10 anni, del 36%. I feriti, invece, sono stati 5.379 (+0,4% anno su anno), 459 erano ciclisti, a fronte di 441 pedoni. Il 70% delle collisioni, inoltre, è avvenuto su strade comunali, urbane o extra-urbane, ma sulle statali si è riscontrato il più alto indice di mortalità (3,4 decessi per 100 incidenti su questo tipo di arterie) e il costo per la collettività è stato quantificato in 369.182.769 euro, pari all'1,4% in più rispetto al 2015.

Il comune in cui si registra il maggior numero di incidenti è Bologna, che da sola assorbe il 50% dell'incidentalità complessiva, con 1.924 sinistri e 16 morti, rispettivamente 52 e 9 unità in meno del precedente anno. Seguono il capoluogo in questa triste classifica il Nuovo Circondario Imolese (493 incidenti e 15 decessi), le Valli del Reno, Lavino e Samoggia (423 e 9), l'area Reno Galliera (258 e 3) e le Terre d'Acqua (232 e 11). L'analisi si chiude, poi, con i quadranti Terre di Pianura (195 incidenti e 3 morti), Savena Idice (124 e 5) e con la zona appenninica (77 e 1), accomunati alle altre aree dall'incidenza di pedoni e ciclisti sul computo totale, quasi sempre superiore al 40%.