Bologna, 13 settembre 2017 - «Il primo giorno di scuola? Nessun inizio burrascoso. Certo l’obbligo vaccinale lo ha reso un po’ complesso, ma in classe andiamo sereni». E comunque, in merito alla consegna dello status vaccinale dei bimbi della materna il cui termine era fissato all’11 settembre, «non ci saranno posti di blocco» davanti ai cancelli per i bimbi non in regola, rassicura il direttore generale dell’Ufficio scolastico regionale, Stefano Versari. Le famiglie che si ostinano a non voler rispettare l'obbligo saranno segnalate all'Ausl e all'Usr, «per i raccordi con l'autorità giudiziaria». Ma per «evitare situazioni conflittuali», i presidi potranno «valutare opportuno» l'ingresso a scuola del bambino, «fermo restando che non può entrare».

Venerdì si torna in classe: 117.236 (548.859 in regione) gli under 18 che varcheranno i portoni di materne, elementari, medie e superiori statali per sedersi in 5.232 classi (24.929 in regione). Ad accogliere questo esercito di studenti, 14.864 tra docenti (12.035) e Ata (2.829 tra segretarie, tecnici, direttori amministrativi e collaboratori scolastici) guidati da 111 presidi di cui 30 con reggenza ovvero messi a gestire due sedi.


I mesi convulsi delle graduatorie, delle chiamate dirette, delle immissioni in ruolo e delle mille panie burocratiche sono ormai alle spalle e via Castagnoli, sede dell’Usr, si appresta a tagliare il nastro del nuovo anno scolastico. E per l’occasione, nel suo messaggio di ‘Bentornati in classe’, Versari cita il rapper del film Scialla, Amir Issaa e il suo ‘Le ali per volare’.
«Ti ho dato le ali per volare ogni abbraccio è un paracadute», rappa Amir Issaa.

Un messaggio di speranza per i ‘suoi’ studenti che possono avere afflitti dalla «“paura della paura”», scrive il direttore generale. Una paura che «si può iniziare a sconfiggere solo costruendo un futuro fatto di tu. Facendo della vita un tempo di incontro. Ricercando l’abbraccio dell’altro come un paracadute per volare. Costruite solidi rapporti intorno a voi – esorta Versari, rivolgendosi ai ragazzi -. A partire dai vostri compagni di classe. Amicizie concrete, in carne e ossa. Relazioni reali, non virtuali, né immaginarie».


Ripensate «al rapporto con i vostri genitori. Pur imperfetti e fallibili, come ogni umano, sono dentro di noi per il loro abbraccio che ci permette di volare». E anche «i vostri insegnanti che cercano di fare con voi del loro meglio. Pensate che molte volte apparite loro come degli ufo caduti qui da chissà dove. Sono convinto che anche voi, a volte, vi sentiate così: degli ufo caduti qui per caso. È la sensazione di tutti gli adolescenti perché l’adolescenza è il tempo in cui prevale l’inquietudine della ricerca. Quale che sia la vostra età e quale che sia la consapevolezza della realtà che portate dentro di voi, fate di questo mondo la vostra casa. Il futuro sarà vostro quando non direte mio, ma direte nostro».