Bologna, 19 giugno 2017 - Quella variante al progetto dell’Intermedia di pianura ci butterà "in una camera gas, massacrati dal rumore". E per questo siamo pronti a tutelarci in ogni sede, facendo "anche ricorso al Tribunale amministrativo regionale". Sono molto determinati, e preoccupati, i cittadini residenti nell’area di Villa Giulia, nel tratto più lontano di via Ferrarese a ridosso di Castel Maggiore. Materia di sfogo la variazione al progetto dell’Intemedia, ora definitivo, il minipassante – e opera di adduzione al Passantone di Bologna – che per 20 chilometri consente il passaggio da ovest a est attraverso Sala, Calderara, Castel Maggiore, Bologna, Granarolo e Castenaso. Ma per il tratto che taglia da via del Saliceto verso Cadriano (Granarolo) la Soprintendenza ha imposto un alt: l’Intermedia non può attraversare Villa Ceneri Zambonelli perché c’è un vincolo paesaggistico. Ed ecco la variazione del percorso, che circumnaviga Villa Ceneri e consente la connessione al nuovo casello di Castel Maggiore previsto nel progetto di ampliamento dell’A13. Peccato che quel tratto, compreso di rotatoria, vada a gravare, a pochi metri di distanza, sui condomini dell’area di Villa Giulia, interessando terreni agricoli. "Che sono anche loro vincolati dalla Soprintendenza, come del resto alcune delle nostre abitazioni" attacca il mini comitato dei residenti, una ventina di persone ritrovatasi spontaneamente, che di prima mattina ci mostra tutta l’area interessata dalla variazione del progetto. I cittadini, che hanno già presentato le loro osservazioni alla Valutazione d’impatto ambientale del progetto, faranno presente alle sedi competenti l’esistenza di altri vincoli. "Mi passano praticamente di fianco a casa - spiega Walter Dalmonte, che abita al 178 di via Ferrarese -, ci tortureranno con smog e rumore, passeranno tanti mezzi pesanti. Noi ci opponiamo perché dobbiamo pensare alla salute dei nostri ragazzi, che è la prima cosa".

"La responsabilità principale di questa variazione è della Sovrintendenza - spiega la famiglia Limuti, che ci mostra il percorso aulle tavole del progetto definitivo -. Ma la cosa grave è che nessuno ci ha avvertito, nessuno ha spiegato l'intervento ai residenti". L'intervento dicono i residenti, coinvolge circa 200 famiglie: "Anche la Case Sant'Anna e Villa Lambertini. Le Sant'Anna, con la realizzazione della rotatoria e quindi con la deviazione della strada, vengono chiuse in un angoletto. Come via Ferrarese, che avrà praticamente un tratto cieco fatto fuori dall'Intermedia". Per Giovanna Provenzano "il sacrificio che viene chiesto a noi residenti dell'area è troppo grande rispetto alla pubblica utilità dell'opera. Per questo chiederemo ad Autostrade e alla Sovrintendenza di tornare al progetto originario del 2008". Nelle loro osservazioni alla via, il condominio Villa Giulia-Via Ferrarese propone lo spostamento della rotatoria incriminata vino all'intersezione con via Peglion.

Nelle sue osservazioni alla Via, il condominio Villa Giulia-Via Ferrarese propone lo spostamento della rotatoria incriminata vino all’intersezione con via Peglion. Un retroscena sulla decisione della Soprintendenza lo spiega Marco Monesi, consigliere delegato alla Mobilità della Città Metropolitana di Bologna e presidente del consiglio comunale di Castel Maggiore. "Quando ho saputo della variazione al progetto del 2008 - spiega Monesi - ho chiamato il sovrintendente. Dal nostro punto di vista, il passaggio su Villa Ceneri interessava una porzione minima di quella proprietà, senza intaccare il bel parco. Inolte, la prima soluzione del tracciato, senza deviazioni, consentiva un consumo di suolo decisamente minore. Quel vincolo mi sembrava più che altro burocratico. Ma la Sovrintendenza è stata inamovibile". Monesi rassicura i residenti su via Ferrarese. “Non rimarrà isolata. C’è una risagomazione del tracciato, ma ci saranno tutti i collegamenti con l’Intermedia e le varie strade".

Manes Bernardini è al fianco dei cittadini dell’area, come Francesca Scarano. Il presidente di Insieme Bologna ha presentato un esposto al Noe contro il Passante di Mezzo perché si accertino anche “eventuali responsabilità penali”. Nell’esposto sono elencate tutte le prescrizioni e le perplessità di enti come Ausl e Arpae rispetto al progetto di Autostrade, oltre alle prescrizioni dei tecnici e degli esperti del comito del No al Passante.”Questi progetti tradiscono i cittadini, con l’esposto al Noe e le osservazioni all’Intermedia la battaglia è appena iniziata”. Per la leghista Scarano “è sconcertante che 200 famiglie non siano state interpellate sulla variazione del tracciato. Il Comune di Bologna e la Città metropolitana sono come sempre assenti, pretendiamo risposte dalla Sovrintendenza”.