Bologna, 20 aprile 2017 - Saranno presto sentiti dagli inquirenti italiani la madre, le due sorelle e il fratello serbi di Norbert Feher, alias Igor Vaclavic, l’uomo più ricercato d’Italia perché considerato l’assassino del barista di Budrio e della guardia ecologica di Portomaggiore. Il pm Marco Forte nei giorni scorsi ha infatti presentato una rogatoria internazionale alle autorità serbe, ma Belgrado non ha ancora risposto. Vista l’urgenza del caso, però, il magistrato ha già fatto un sollecito e in un paio di giorni dovrebbe arrivare il via libera dei serbi. A quel punto i carabinieri partiranno da Bologna per andare a Subotica, città della Voivodina vicina al confine con l’Ungheria, dove sentiranno, assieme all’ufficiale di collegamento, i parenti più stretti di Norbert, cioè appunto la madre e i fratelli (due femmine e un maschio), mentre del padre si sono perse le tracce da anni. Gli inquirenti vogliono sapere tutto su Norbert, 36 anni, il cui passato è ancora avvolto da un alone di mistero. Non si sa, ad esempio, se abbia avuto un addestramento militare, magari nelle milizie serbe. Quel che è certo è che è molto bravo a nascondersi nei terreni paludosi delle oasi di Marmorta e Campotto, dove da giorni lo cercano centinaia di carabinieri dei reparti speciali.

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Mercoledì, intanto, in Procura si è tenuto un summit per fare il punto della situazione a cui hanno partecipato, oltre a Forte, il procuratore capo Giuseppe Amato, i carabinieri e anche le Squadre mobili di Bologna e Ferrara. Un’unione di intenti il cui obiettivo è ovviamente prendere Igor/Norbert il prima possibile. E per farlo è necessario conoscere non solo lui, ma anche la rete delle sue conoscenze e amicizie. E proprio su questo punto è arrivato l’apporto della polizia, perché Igor Vaclavic da anni era noto (ed era pure già stato condannato) per diverse rapine compiute nel Ferrararese di cui si era occupata la Questura estense. La banda di Feher, come ormai noto, era quella che nel 2015 uccise Pierluigi Tartari in un tentativo di rapina, al quale Norbert però non partecipò di persona. Ma gli amici o fiancheggiatori degli altri due componenti della banda, Ivan Pajdek e Patrick Ruszo, potrebbero essere stati amici anche di Feher-Vaclavic, per cui sarà utile sentirli. A questo proposito, la polizia ha fornito alcuni nominativi, fra cui quello di una donna finora mai presa in considerazione. E così la rete delle conoscenze di Norbert si è allargata e da ieri conta almeno una ventina di persone su cui i carabinieri si concentreranno.

Il tutto mentre proseguono senza sosta le ricerche del fuggiasco. Oggi arriverà a Molinella un altro contingente di Cacciatori di Calabria, specializzati nello stanare i latitanti. La zona rossa è sempre quella, fra Marmorta e Campotto, piena di canali, boscaglia e casolari.

Una zona che vive ormai più di due settimane nella tensione: «Speravamo in una cattura in tempi più brevi? Sì, lo speravano tutti – dice il sindaco di Budrio Giulio Pierini –. Lo sperava la famiglia di Davide Fabbri (il barista ucciso; ndr), la nostra popolazione. In questo momento la tensione non è nel nostro territorio, è in territori vicini con i quali siamo molto solidali. Speravamo avvenisse prima, confidiamo avvenga il prima possibile. Comunque c’è un grande sforzo in corso e noi dobbiamo fare la nostra parte».