Bologna, 8 giugno 2017 - Gorgheggi, rullate, pizzicate, ance e archetti: musica in via del Riccio, regno del liceo Lucio Dalla che, il 21 giugno, si debutterà nella sua prima maturità tra note e pentagramma.
Sono, infatti, trascorsi cinque anni da quando questa costola musicale del liceo Laura Bassi aprì gli spartiti. Ora, un lustro dopo, quei magnifici 17 arrivano all’Esame di Stato. Una scommessa stravinta, nonostante le troppe bacchette che si misero di traverso pur di non far decollare questo indirizzo e la difesa strenua del preside di allora Felice Signoretti che andò in pensione quando i bolli cantavano la nascita del nuovo liceo che lui volle intitolare a Dalla all’indomani della scomparsa.

Una scommessa stravinta se si considera che gli aspiranti tredicenni che, a settembre, avrebbero voluto varcare il portone di via del Riccio erano 56, ma la legge pone il tetto a 25. E ora la maturità per i futuri maestri: Davide Caprioglio, Sophia Sacchetti e Gabriele Venturi (canto); Marco Centamore e Jacopo Paglia (violoncello); Michelangelo Farnè e Simone Santi (percussioni); Lorenzo Gotti (tromba); Giorgio Lissia (saxofono); Rachele Magnani, Chiara Piletti e Gianluigi Occhipinti (flauto); Giacomo Marchesini e Francesca Mattioli (oboe); Isabella Miserazzi (violino); Giovanni Morselli (chitarra) e Giordano Stefanelli (pianoforte).

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Una maturità tra chiavi di violino e armonie. Dopo lo scritto di italiano uguale per tutti (21 giugno), i 17, allenati da 27 prof di musica più quelli delle materie ‘tradizionali’, si cimenteranno in una due giorni tra Teoria, analisi e composizione (sei ore per analizzare un brano musicale o per comporlo) e strumento (ovvero suoneranno il primo strumento; durante il liceo, i ragazzi ne studiano anche un secondo complementare). E poi quizzone e orale come gli altri.

C’è emozione in via del Riccio, sede nuovissima voluta dalla Città metropolitana con studi di registrazione professionali e aule insonorizzate. «Anche per noi docenti è una maturità anche se per noi l’esame è ogni volta che un nostro studente sale sul palco ad esibirsi», sottolinea Fugazzotto.

Cinque anni per inventarsi una didattica che non esisteva, formare una gruppo docente («di cui dobbiamo ringraziare la preside Claudia Castaldini», puntualizza Giuliana Fugazzotto, coordinatrice del corso) e soprattutto per costruire una scuola che ha «l’idea di fondo di dare ai ragazzi competenze e la conoscenza più ampia possibile in campo musicale così da completare la preparazione liceale», spiega Fugazzotto.

Tutti concertisti? «Forse, ma non è detto - sorride la coordinatrice -. Qualcuno farà concerti, qualcuno composizione, qualcuno andrà all’università». In questi cinque anni i 17 ragazzi hanno sperimentato di tutto: stage in enti esterni, ben prima che la Buona Scuola rendesse obbligatoria l’alternanza scuola-lavoro («Qualcuno proseguirà gli studi in "organizzazione ed economia dello spettacolo"»); composizione di colonne sonore, concerti (sempre presenti alle giornate in memoria di Lucio Dalla così da esibirsi insieme a Curreri, Morandi, Vanoni).
 

f.g.s.