Bologna, 13 Una macchia rossa e in mezzo un cratere blu, con due silhouette bianche, le due Torri. Proprio come quella mappa di Berlino Est che trovavi in Alexander Platz prima della caduta del muro, dove la parte ovest era bianca, il nulla, perché ‘non esisteva’. Ecco l’elaborazione grafica lanciata ieri da Danilo Masotti per la sua nuova pagina Facebook #BOLOGNAfuoriporta. Sottotitolo: frammenti di vita di quartiere lontani dal centro. In poche parole: un inno alla periferia da parte del cantore della bolognesità che vive in San Donato. Masotti è diventato buono, romantico, poetico? No, no. Ha solo ripreso il controllo di una cosa che gli era sfuggita di mano, quello stimolare le riflessioni con cose sotto gli occhi di tutti.

#BOLOGNAfuoriporta come antidoto a una ‘Bologna peggiore’?

“È la sua antitesi e confesso che non è stato facile trovare questa soluzione: non è che potevo fare qualcosa scrivendo ‘com’è bello questo’ o ‘com’è bello quello’. La mia è un’elaborazione: ogni bolognese ha la sua Bologna mentale che comincia col suo quartiere”.

Anche la sua, visto che vive in San Donato...

“Io canto la bolognesità ma in verità parlo di quello che so. Ad esempio della Barca non so nulla e se quelli della Barca scrivono quello che c’è lì, anche un ristorante o una boutique o qualcosa che reputano interessante per la narrazione del loro quartiere, ecco che allora uno del Savena impara qualcosa. E viceversa”.

Perché una pagina sulla periferia adesso?

“Sento nell’aria, ascolto discorsi, leggo comunicati... tutti a dire che bisogna valorizzare le periferie, a lanciare slogan. Ma cos’è la periferia? Di cosa parlano? Facebook può valorizzare i quartieri fuori porta e gli abitanti sono i perfetti corrispondenti di questa narrazione collettiva necessaria”.

Si potranno pubblicizzare eventi che accadono in periferia?

“Certo, se qualcosa accade fuori porta qui trova un posto privilegiato. Ma se qualcuno posta un evento di via Santo Stefano... no grazie. Bene via Murri, bene San Luca”.

Trebbo? Budrio?

“No, quella è citta metropolitana e a me non interessa. Che anche loro facciano una pagina, no?”

Cos’ha in mente sui contenuti?

“Io creo contenitori e le persone mettono i contenuti, partiranno idee e tormentoni che io non ho previsto. Già ieri una persona ha creato una classifica partecipata dei ristoranti, tutti possono candidare il loro preferito e raccogliere consensi, così si creare una piccola guida. Basta coi cervelli che arrivano dal centro per applicare tematiche. Avanti, c’è posto per tutti”.

Sarà utile anche ai politici?

“I presidenti di quartiere potranno partecipare a questo gruppo, per comprendere anche meglio le loro zone. La cosa bella è che il tono non è polemico, anche se poi, una persona che vuole denunciare qualcosa, può farlo. Con ironia, perché questa è sempre richiesta”.