Bologna, 19 giugno 2017 - «Non state studiando (soltanto) per non essere bocciati. Neppure state studiando (soltanto) per prendere un bel voto. State studiando per entrare nella vita adulta». Molti gli anni trascorsi sui banchi. «Ci scusiamo se abbiamo computi errori verso di voi. Lasciamo la vostra mano che abbiamo tenuto per tutti questi anni perché proseguiate il cammino. Siamo trepidanti per voi perché possiate vivere una vita piena di senso. Per questo anche noi siamo in ansia per i vostri Esami».

E’ un in bocca al lupo molto affettuoso quello che il ‘capo’ della scuola in regione, Stefano Versari, invia ai 6.456 maturandi (di cui 113 candidati esterni) che il prossimo 21 giugno si cimenteranno nell’esame per eccellenza: la maturità, l’ultimo in questa versione. E lo faranno con lo scritto di italiano, seguito da quello di indirizzo e dal quizzone (lunedì 26), quindi l’orale. Ad esaminare i ragazzi (3.100 in quota ai licei, 1.267 ai professionali, 2.089 ai tecnici), suddivisi in 160 commissioni composte da tre prof interni e tre esterni più il presidente esterno (leggi qui tutte le commissioni, scuola per scuola), un battaglione di insegnanti: 960 tra interni e esterni più 160 presidenti.

Mentre i ragazzi sgobbano, le segreterie sotto-organico sbuffano per il super lavoro di questi giorni (inclusa la gestione graduatorie di istituto). Un lavoro poco riconosciuto che vedrà un presidio Cgil-Cisl-Uil Scuola domani 20 giugno alle 15 sotto l’Ufficio Scolastico Regionale.

Per i suoi auguri, parte dai social il direttore generale. «Leggo alcune frasi: maneggiare con cura; ansia al top. Oggi siete "presi" a studiare per cercare di riannodare le maglie della preparazione. Domani proverete sollievo: potrò buttare i libri». Ecco perché Versari guarda al futuro dei ‘suoi’ studenti. «Per aiutarvi a recuperare la misura del vostro impegno di questi giorni che occorre sia tenace, ma non deve lasciarvi "spremuti come limoni"». «Domani - scrive - inizierà il tempo delle scelte in cui sarete chiamati a determinare il vostro futuro. Se non continuerete gli studi, dovrete cercare un lavoro e la strada non sarà facile. Troverete molte porte chiuse che non si apriranno». Certo «non voglio "gufare", ma questo è il rischio; il rischio che la vostra nuova libertà non vi regali tutte le speranze e i sogni che riponete in essa».

«Nel momento in cui «la scuola vi saluta e vi lascia andare per la vostra strada, vorrei accompagnarvi con qualche contro-verità. Non pensate di essere sfortunati perché nati in un mondo che vi offre poche opportunità lavorative. Guardatevi attorno», esorta il direttore generale. Gran parte dei ragazzi «della vostra età nel mondo vede incubi. Questo pensiero è necessario per comprendere che il mondo in cui vivete non sarà facile, ma non sarà neppure il peggiore possibile».

Trovare lavoro oggi è difficile, «ma il lavoro non è mai stato facile, né regalato. Ci sono sempre state difficoltà e anche lotte per crearlo e per svolgerlo in condizioni umane. A voi non manca niente di ciò che i vostri padri e nonni avevano: avete intelligenza, energia, informazioni. Non dovete aspettarvi che il futuro vi venga regalato». Chiunque si affacci all’età adulta «ha il desiderio di fare grandi cose e cambiare il mondo. Perciò curate questo desiderio e fate di tutto per non smarrirlo. Sarete voi a fare il mondo in cui vivremo nei prossimi anni. Noi potremo solo passarvi la mano».