Imola, 11 luglio 2017 - Il caso di meningite meningococcica segnalato sabato scorso e che ha colpito un bambino bolognese che stava frequentando un campus estivo a Castel del Rio è di sierotipo Y. Il dipartimento di sanità pubblica dell’Ausl di Imola ne ha ricevuto comunicazione nella serata di ieri da parte del Laboratorio di Microbiologia del Policlinico Sant'Orsola.

Intanto dall'albergo residence 'Il Galletto' di Castel del Rio, la struttura che ha ospitato un gruppo di ragazzini tra cui quello a cui è stata diagnosticata la meningite, arriva la notizia che il piccolo "sta meglio e ha già contattato gli amici del camp e i suoi educatori".

Allo scopo di fornire maggiori informazioni e rassicurare la cittadinanza, questa sera alle 19, nella struttura recettiva 'Il Galletto' si terrà un incontro pubblico organizzato dal Comune di Castel Del Rio e dall’Ausl di Imola a cui parteciperà il direttore dell'unità operativa di Igiene Pubblica dell’Ausl di Imola, dottor Gabriele Peroni.

“Crediamo che parlare direttamente con le persone sia il miglior modo di informarle e tranquillizzarle, per cui ben volentieri abbiamo accettato questo incontro propostoci dall’Amministrazione comunale di Castel del Rio – spiega il dottor Gabriele Peroni, direttore della UOC di Igiene e Sanità Pubblica dell’Ausl di Imola – Ci preme comunque ribadire che il meningococco è un batterio che si trasmette per contagio diretto, ossia attraverso le goccioline di saliva o muco emesse parlando, tossendo o starnutendo, quindi la semplice profilassi antibiotica è raccomandata, in via del tutto precauzionale, solo per le persone che abbiano avuto contatti molto ravvicinati con il soggetto, infetto nei 10 giorni precedenti all’esordi dei sintomi. Il periodo di incubazione del meningococco è infatti compreso tra 2 e 10 giorni. Ricordo anche che questo germe è normalmente presente nelle prime vie aeree di circa il 5-10% della popolazione e solo raramente provoca la malattia. Inoltre si tratta di un batterio molto sensibile all’azione dell’aria, della luce, a tutti i disinfettanti ed alle normali misure di pulizia: nell’ambiente esterno e quindi, al di fuori delle persone che lo ospitano, viene rapidamente distrutto”.

Per questi motivi la profilassi antibiotica è stata somministrata sabato scorso solo ai contatti stretti, mentre a coloro che hanno frequentato contemporaneamente la struttura ricreativa, ma senza aver avuto contatti con il gruppo di ragazzi bolognesi se non in via del tutto occasionale e all’aperto, è solo stato richiesto di segnalare medico curante eventuali sintomi sospetti che potessero presentarsi entro la settimana in corso.