Bologna, 8 ottobre 2017 - L’estate 2017, con i suoi picchi di caldo soffocante, sarà la norma nel prossimo trentennio. Lo predicono le elaborazioni dell’Arpae sul clima in Emilia Romagna per il periodo 2021-2050. La temperatura media sarà di poco inferiore ai 30°, contro i 28° del periodo 1981–2010 e i 26° del 1961–1990. Il cambiamento climatico è già qui, come conferma il rapporto sull’andamento meteorologico dei mesi appena trascorsi, pubblicato dall’agenzia regionale.

A livello nazionale, quella appena trascorsa è stata la seconda estate più calda degli ultimi 200 anni dopo il 2003. Per la nostra regione, invece, la stagione si colloca al terzo posto, dopo quelle del 2003 e del 2012. La temperatura media estiva è stata di 3° superiore a quella del trentennio ‘61-‘90, mentre nelle due annate citate lo scostamento è stato di +4,5° e + 3,4°.

Tuttavia, i picchi massimi della colonnina di mercurio hanno battuto tutti i record, con il primato di Brisighella, che il 4 agosto ha segnato 42,5°. A Porretta nella stessa giornata si è segnato una valore mai visto prima: 38,7°. «Nel 2017 le temperature massime assolute registrate dalle nostre stazioni hanno superato i 40°C in una trentina di località tra cui alcune montane – sottolinea l’Arpae –. In questo senso, l’estate appena trascorsa è stata peggiore sia a quella del 2003, nella quale la soglia dei 40°C è stata oltrepassata in una decina di siti, che a quella 2012, nella quale le stazioni ‘torride’ sono state solo due».

Il consuntivo riguarda anche le giornate di disagio bioclimatico. In città «sono state rilevate 18 giornate di disagio sul livello moderato e 5 su quello forte».

Nel 2003 il numero di superamenti soglia di disagio moderato è stato di 25 giornate e 6 di quello forte, mentre nel 2012 sono state registrate 10 giornate di disagio moderato. L’eccezionalità della stagione emerge anche dai dati sulla siccità, con «un valore record di deficit idrico medio regionale sul periodo marzo-agosto».