Bologna, 10 novembre 2017 - "Qualunque cosa si faccia e ovunque si vada, dei muri si levano intorno creati da noi, dapprima riparo e subito prigione". Queste le parole di Marguerite Yourcenar, famosa scrittrice francese, parole che ieri hanno fatto riflettere i ragazzi e le ragazze di due classi quinte dell'IPSAS Aldrovandi Rubbiani e una quinta dell' IIS Keynes di Castel Maggiore grazie all'iniziativa realizzata dalle donne delle associazioni ANPI, Associazione Rose Rosse, Dentro al Nido, Donne in Nero, Libera, UDI dal titolo "Un mondo di muri".

L’incontro, svoltosi presso la Sala Tassinari a Palazzo D'Accursio, ha voluto presentare un quadro complessivo dell’impatto che hanno avuto, e che tutt'ora hanno, sulla vita delle persone e più in generale sull'ambiente, i muri costruiti fra nazioni e territori. L'entrata in sala è stata allestita per far vivere ai presenti l'esperienza di un check point grazie all'aiuto di quattro attori della compagnia teatrale Cantieri Meticci. "E' stato come varcare un confine sorvegliato - ha raccontato la professoressa Anna Grazia Zampiccinini dell'IIS Keynes - Il militare che ha simulato la situazione sulla soglia ci ha detto "Il potere è mio e decido io". Dopo abbiamo incontrato un ragazzo palestinese, interpretato sempre da un attore, che ha condiviso con noi il desiderio di rivedere la sua ragazza che è dall'altra parte del muro, in zona d'Israele. Proseguendo verso la sala abbiamo incontrato una maestra palestinese che ci ha raccontato di come i bambini palestinesi vengano controllati mentre gli israeliani no. Gli studenti e le studentesse sono rimasti molto colpiti". Paura, angoscia, disagio, frustrazione, imbarazzo sono state alcune sensazioni scritte dagli alunni e dalle alunne su un foglio in seguito all'esperienza vissuta. Una volta entrati nella sala le donne delle associazioni hanno spiegato che ai tempi della caduta del muro di Berlino erano presenti nel mondo 16 muri, a oggi sono 63, completati o in fase di costruzione.

"12 in Africa, 2 in America, 36 in Asia, 16 in Europa secondo i dati raccolti da esperti dell'Università del Québec - ha raccontato Valeria Betti dell'associazione Rose Rosse di Castel Maggiore - Dal 3 ottobre 2013 ad agosto 2017 sono morte più di 15.000 persone a causa di questi muri costruiti con i fondi della Comunità Europea usando la scusa delle questioni di sicurezza e difesa". Ogni associazione ha esposto la situazione dei muri nei vari continenti ponendo l'accento sulle profonde sofferenze che stanno creando alle popolazioni. Prendendo spunto da alcuni libri sono state inoltre lette testimonianze di giovani che stanno vivendo ora in queste terre ferite dalle divisioni. A fine mattinata i ragazzi e le ragazze hanno scritto su un foglietto le loro emozioni. Tra il dispiacere provato nel pensare ai muri che impediscono ai ragazzi di altre nazionalità di realizzare i loro sogni, la difficoltà ad abbattere i propri muri interiori, la paura di essere se stessi, la sofferenza delle persone, l'ingiustizia in ciò che i dittatori stanno facendo, gli studenti e le studentesse hanno lasciato la sala con nuove consapevolezze e una maggiore sensibilità verso ciò che sta accadendo nel mondo.