Bologna, 12 gennaio 2018 - Finanziamento a fondo perduto in cambio di un impegno a medio termine. E’ la sostanza del bando ‘Muri puliti e protetti’, lanciato da Palazzo d’Accursio per rimuovere graffiti e scritte dai palazzi, ma fin qui andato deserto a parte l’adesione di tre condomìni. Il bando in questione, attraverso il quale ogni stabile che lo richieda potrà ricevere un contributo fra 500 e 3mila euro, impegnandosi a rimuovere le scritte entro tre mesi e a garantire il decoro della facciata per due anni, pare infatti non incontrare molto favore. Intanto, mentre l’assessore alla Sicurezza e alla Manutenzione del patrimonio, Riccardo Malagoli, minaccia «possibili sanzioni» nei confronti di chi si lamenta del degrado ma poi non è pronto a rimboccarsi le maniche, la questione già divide i bolognesi, spaccati fra chi biasima i concittadini inoperosi e chi sostiene che pulire rientrerebbe fra i compiti del Comune.

Sul primo fronte si è schierata con decisione Roberta Ricci, che, a passeggio per via Ugo Bassi, parla di «un’iniziativa lodevole, primo passo nella soluzione di un problema che infanga la nostra immagine. Però – suggerisce – bisognerebbe integrare nelle operazioni di pulizia, a costi bassi, alcune categorie inattive o non protette». Dello stesso parere, poi, anche due giovani studenti sardi, Mara Digennaro e Manuel Matera. Mara sottolinea infatti «la necessità di uno sforzo da parte delle proprietà e dei loro inquilini» e Manuel ricorda come, in questo senso, «un finanziamento pubblico, anche se piccolo, non sia da disdegnare».

Sotto i portici di via Rizzoli, però, c’era anche chi non ha alcuna intenzione di mostrarsi conciliante, come Laura Leone, che, al contrario, rimarca il «dovere delle istituzioni a provvedere alla questione, soprattutto in un centro storico che viene sporcato quotidianamente e senza soluzione di continuità». Ad arginare il sempre più dilagante fenomeno dei graffiti, in realtà, dovrebbe contribuire una mano generosa di quella speciale vernice protettiva che il bando mette a disposizione, ma, d’altra parte, secondo le sorelle Ilaria ed Elena Pellegrino, «è proprio per servizi di questo genere che, in teoria, già si pagano le tasse». «Un sistema come quello proposto è decisamente più vantaggioso per i governanti che per i cittadini – chiosa infine Enzo Bucciadori – anche perché è ai primi che competono la lotta agli imbrattatori e la garanzia della nostra sicurezza, in mancanza della quale prolifera l’illegalità».