Bologna, 14 febbraio 2018 - La Procura ha chiesto al gip di archiviare il fascicolo conoscitivo sui disagi provocati dal maltempo in Appennino nel scorso novembre 2017. Il fascicolo – conoscitivo, quindi senza indagati e ipotesi di reato – era stato aperto in seguito a un esposto presentato da 14 sindaci della montagna, i cui Comuni erano rimasti senza elettricità e senza acqua, in alcuni casi anche per diversi giorni.

In questi casi, di solito, la Procura archivia direttamente, ma questa volta il procuratore capo Giuseppe Amato ha preferito chiedere l’archiviazione al gip. Secondo la Procura, dagli accertamenti dei Carabinieri non sono emersi fatti di rilievo penale. Infatti, pur evidenziando «un’inadeguata capacità di far fronte all’emergenza», che andrebbe risolta con misure come «una migliore distribuzione del personale, una maggiore diffusione di generatori, la predisposizione di generatori adeguati per garantire il servizio idrico e un miglior controllo del territorio», la Procura rimarca «l’assenza di dolo (l’unica unica ragione che consentirebbe di trasferire il fatto in sede penale)» da parte dei gestori. Tuttavia, dagli uffici di via Garibaldi, si sottolinea pure che «l’eccezionalità del singolo evento potrebbe rappresentare condizione per il rischio di reiterazione» e che «per altro verso, proprio l’acclarata reiterazione potrebbe costituire argomento spendibile» per dimostrare la prevedibilità e «fondare l’addebito di colpa se dai fatti dovessero conseguire» danni all’incolumita’ delle persone.