Bologna, 16 maggio 2017 - La Regione vuole "più trasparenza nei rapporti fra medici, aziende farmaceutiche e servizio sanitario regionale in materia di informazione scientifica sul farmaco". Questa la premessa con la quale la direttrice dell'assessorato alla Sanità Licia Petropulacos ha illustrato oggi in commissione le nuove regole sull'attività degli informatori scientifici negli ospedali e negli ambulatori pubblici dell'Emilia-Romagna.

Con le nuove modalità operative la dirigente, "viene quantificato il valore, fissato in massimo 20 euro annui, dei prodotti gratuiti destinati a medici e farmacisti nell'ambito della attività di informazione e presentazione dei medicinali, oltre al vincolo di comunicazione all'azienda sanitaria di appartenenza per il sanitario che intende partecipare a eventi organizzati, promossi o finanziati, a qualsiasi titolo, dalle aziende farmaceutiche".
Inoltre, ha spiegato la dirigente, "ogni informatore può incontrare il singolo medico per un massimo di cinque volte all'anno. Gli appuntamenti non possono essere fissati all'interno dei reparti di degenza e negli ambulatori specialistici negli orari destinati alla visita dei pazienti. Infine, è attiva una piattaforma informatica regionale per la raccolta dei dati relativi a questo tipo di figure professionali".

Applausi dal Pd: per il consigliere Alessandro Cardinali "era importante disciplinare i comportamenti, con questo provvedimento è stato raggiunto l'obiettivo". Il percorso, ha aggiunto, "è stato condiviso da tutti i soggetti interessati". Al contrario il leghista Daniele Marchetti ha lamentato "uno scarso coinvolgimento delle parti interessate alla materia". Petropulacos, rispondendo al consigliere del Carroccio, ha dichiarato che "non risultano particolari resistenze all'applicazione della norma"

Intanto, il capogruppo di Forza Italia in Regione Galeazzo Bignami ha presentato una interrogazione sulla chiusura del servizio di Day Surgery all'ospedale di Castel San Pietro, a pochi anni dalla sua attivazione, a partire dal 19 giugno. Eppure, sottolinea Bignami, quel servizio era stato definito dall'Ausl di Imola "un progetto di sviluppo legato al territorio di Castel San Pietro con una capacita' attrattiva anche da comuni limitrofi", tanto che "nel 2014 la stessa azienda assicurava che, proprio per l'attività di Day Surgery, era previsto un potenziamento per rispondere alle numerose richieste".

Bignami vuole quindi conoscere "a quanto sia ammontato l'investimento per realizzare il servizio di Day Surgery a Caste San Pietro, quali motivazioni strategiche abbiano supportato la decisione di spostarla a Imola, se questa scelta sia stata condivisa o meno con cittadini, sindacati e parti sociali, quanti interventi siano stati effettuati nel 2016, se il numero sia in aumento e quale sia la provenienza geografica dei pazienti e, infine, che futuro stia prospettando la Regione per l'ospedale castellano e quale ruolo assumerà nell'ambito della rete metropolitana".