Bologna, 3 maggio 2016 - Ci hanno provato. Sindaci e tecnici hanno giocato le loro carte ‘migliori’, dal consumo di suolo zero ai 130 ettari di fasce boscate in arrivo. Ma non è servito: Croce Coperta non arretra di un millimetro sul Passante di mezzo (foto) confermando anche ieri sera, all’incontro organizzato dalla onlus Cerchio verde, la propria bocciatura al progetto. E poco importa se “ci saranno cinque mesi di confronto” per arrivare a una “progetto condiviso”, come ha sottolineato il sindaco Virginio Merola, perché “è vero che il progetto non c’è ancora, ma la decisione è già stata presa”, gli ha ricordato Giovanni Nespoli del Comitato la Dozza.

Gli applausi? Fragorosi, in una sala gremita come non mai, ma non per Merola e soci, che hanno incoassato invece un coro di proteste, e portato a casa suggerimenti e correttivi: “Libera il centro di Bologna dall’autostrada”. “Hai la possibilità di salvare la città: ci sono almeno 40 progetti alternativi, non solo questo”.

Intanto è spettato ai tecnici comunali presenti in sala a chiarire alcuni aspetti del maxi cantiere in arrivo dal 2017 fino al 2021. L’ampliamento dei 13 chilometri di autostrada e tangenziale (dalla uscita 3 alla 13) porterà con sé cinque nuove opere di adduzione viaria come la complanare nord e la nuovissima Intermedia di pianura. Quanto al tracciato, dovranno essere demoliti e ricostruiti tutti i cavalcavia (cinque), tranne quello di viale Europa. Capitolo espropri e demolizioni. “Il Passante nord ne prevedeva decine – ha detto l’assessore alla Mobilità Andrea Colombo –. Con il Passante di mezzo gli edifici da demolire saranno quattro”.

Ma è stato il tema della salute a tenere veramente banco ieri sera. “Scrissi al sindaco un anno fa, da privato cittadino – ha raccontato Gianluca Sanfilippo del comitato Contro l’allargamento della tangenziale –. Mi rispose che condivideva le mie posizioni e che trovava impraticabile un ulteriore uso dell’attuale tracciato autostradale. Cosa è cambiato in un anno?”. “Ho guardato il progetto e mi sono convinto che fosse sbagliato”. E “se avevo intenzione di imporre questa roba ai cittadini, lo facevo dopo le elezioni non adesso”.

Dimostrerò che chi abita in centro storico ha lo stesso inquinamento delle altre zone”, ha affermato il sindaco rispondendo a chi gli obiettava l’assenza di dati sull’inquinamento in autostrada e quello dell’aeroporto. Ma non è dello stesso avviso Francesco Basile, chimico industriale che ha proposto un monitoraggio di un anno, installando centraline in quattro punti di autostrada e tangenziale, prima di decidere il da farsi e suggerendo l’introduzione della eurovignette sul traffico pesante delle merci. Visto che, ha evidenziato Daniele Mandrioli dell’istituto Ramazzini, “monossido e particolato non vengono trattenuti nemmeno dai più moderni filtri”.