Bologna, 18 maggio 2017 - Un incontro, «al più presto», per fare il punto su piazza Verdi. Perché la situazione «è risolvibile se le istituzioni l’affrontano insieme con serietà e competenza», ragiona il prefetto Matteo Piantedosi. Impegnato in un giro di visite istituzionali (dalla Regione all’incontro con i vertici della Direzione investigativa antimafia) dopo l’insediamento di lunedì, Piantedosi trova il tempo, in un breve colloquio, di fare il punto su un nodo che conosce da anni.

Prima in Prefettura, poi durante il commissariamento, il nuovo numero uno di Palazzo Caprara-Montpensier ha avuto modo di occuparsi della patata bollente di quasi quarant’anni di vita amministrativa e giudiziaria bolognese. E lancia un messaggio distensivo dopo giorni di polemiche feroci (soprattutto politiche, in seno alla maggioranza colorata piddì) che hanno portato alcuni esponenti dei comitati e delle forze di opposizione a chiedere le dimissioni dell’assessore Riccardo Malagoli, che aveva detto che «pretendere che il Comune di Bologna risolva il problema di piazza Verdi è come chiedere al sindaco di sconfiggere la mafia».

Per Piantedosi bisogna «coadiuvare» nelle funzioni, ma per risolvere il problema (alcol, schiamazzi, droga, criminali, reati a nastro) bisogna soprattutto «dare condizioni di vivibilità all’area». Il prefetto ritiene che non si debba fare alcun «arretramento» e bisogna intervenire con «sanzioni severe» nei confronti «di chi persegue l’illegalità in maniera sistematica». Ben venga dunque l’azione delle forze dell’ordine e la «sanzione di chi commette reati», ma queste vanno sicuramente accompagnate «dal riempimento degli spazi».

In sintesi: bene sanzioni, nuove modalità di intervento di vigili urbani, carabinieri e polizia, ma solo se «accessorie a politiche serie di riqualificazione che centrino una soluzione definitiva del problema. Una soluzione che può e deve essere trovata». Per il prefetto «i luoghi devono essere sempre più fruibili» e questa può essere l’unica alternativa al «degrado», abbinata a un’azione coordinata di «istituzioni e forze dell’ordine».