Bologna, 11 marzo 2017 - Da lunedì chi si presenta allo sportello delle Poste a ridosso dell'orario di chiusura potrebbe dover tornare in un altro momento. Questo dipende dal fatto che dal 13 marzo, lunedì appunto, riparte il blocco degli straordinari indetto per un mese dalla Slc-Cgil contro la possibile ulteriore privatizzazione delle Poste e contro la carenza di personale agli sportelli.

In Emilia-Romagna, l'azienda ha spedito nei suoi uffici aperti ai cittadini 63 dipendenti in più, ma i rinforzi non bastano ancora. "Ne servono almeno il doppio, più altri - dice Loris Sermasi, della Slc-Cgil - per fronteggiare quanti stanno per andare in pensione".   E infatti, questa ulteriore fase di mobilitazione, che segue quella prolungata contro i disagi del recapito a giorni alterni, mette nel mirino l'esigenza di avere "uffici postali con personale al completo", di "ridurre i fattori di stress" e le "pressioni commerciali sul personale". Oltre, al 'no' alla privatizzazione. Tutte questioni che giovedì prossimo potrebbero vedere Slc-Cgil ed Slp-Cisl insieme in piazza a Bologna, davanti all'ufficio centrale di piazza Minghetti, a volantinare per richiamare l'attenzione della gente sui nodi della vertenza.

Non che il tema del recapito a singhiozzo sia superato. Specie in regione. Anzi, "le criticità qui restano e restano forti, specie in montagna", spiega Sermasi parlando alla 'Dire'. Ma il tema ora è oggetto di un tavolo nazionale e qualcosa il sindacato lo ha già poretato a casa: in Emilia-Romagna un ulteriore pacchetto di 32 zone di recapito dove l'arrivo della posta un giorno sì uno no dovrebbe risentire presto di minori disagi (ad esempio, nel bolognese questo dovrebbe avvenire dalle parti di Casalecchio e di Budrio). Ma "di certo anche questo problema resta: bollette e offerte commerciali continuano ad arrivare nelle case quando sono già scadute", conferma il sindacalista della Cgil.

E la questione delle consegne a singhiozzo non è sentita solo dai postini. Anche l'Agcom, l'autorità garante per le comunicazioni, ha deciso di andare a fondo sulla questione delle consegne a giorni alterni: nel 2018, infatti, dovrà dire se il modello di recapito regge e se può essere confermato. Fatto sta che di recente, con l'avvio della terza fase di attuazione del modello di recapito a giorni alterni, Agcom ha aperto una casella di posta elettronica certificata (recapitogiornialterni@cert.agcom.it) per "ricevere le segnalazioni dei sindaci dei Comuni interessati su eventuali disservizi". Con la benedizione dell'Anci nazionale: "E' fondamentale continuare a monitorare ogni eventuale disservizio, evitare le chiusure o la riduzione degli orari degli uffici postali, risolvere il problema specifico della consegna della corrispondenza a giorni alterni, segnalare a Poste ed alle autorita' anche le singole problematiche che i sindaci ci riportano e dovute a volte al malfunzionamento di un singolo ufficio postale", ha detto Massimo Castelli, delegato nazionale Anci per i piccoli Comuni.