Bologna, 20 marzo 2017 – Non fu una vera evasione, ma solo un cambiamento di programma (e di percorso) rispetto a quanto gli aveva comunque concesso il giudice. Per questo, la procura di Torino ha chiesto al giudice di archiviare il fascicolo sul caso della presunta evasione di Luca Sgarbi, il docente universitario a Torino indagato con l’accusa di avere chiesto dei favori di natura sessuale a una studentessa in cambio di un voto alto.

Il professore, che per questa ultima accusa era agli arresti domiciliari nel casa del padre a Bologna, era stato fermato dai carabinieri lo scorso dicembre in lungo Dora Firenze, a Torino.

Secondo una prima ricostruzione del fatto, voleva acquistare della sostanza stupefacente. I magistrati hanno poi accertato che aveva avuto dal giudice il permesso di andare a Torino, e che aveva cambiato percorso. Non si trattava dunque di una evasione, ma di una violazione degli obblighi della custodia cautelare che non sono punibili con una condanna specifica. L’inchiesta sulla presunta concussione ai danni della studentessa si è formalmente conclusa alcuni giorni fa.