Bologna, 11 novembre 2017 - Il duro post su Facebook di don Lorenzo Guidotti, per commentare quanto avvenuto alla ragazza di 17 anni che il 3 novembre ha denunciato una violenza sessuale, subita da un magrebino in stazione, dopo una serata in zona universitaria a base di alcol, ha sorpreso i parrocchiani di San Domenico Savio, di via Andreini. “Il parroco lo conosco. È una bravissima persona che si è sempre preso cura degli ultimi – commenta Agnes Basilio –. Del post su Facebook non sapevo, ma mi sorprende che abbia usato queste espressioni, bisogna anche capire il perché lo abbia fatto”. Fuori dalla parrocchia si respira un’aria surreale. Sulla porta della chiesa è stato affisso un foglio con sopra il post di scuse alla diciassettenne, scritto da don Guidotti su Facebook prima che lui stesso chiudesse il profilo sul social network.

Qualche fedele si avvicina a leggere cosa c’è scritto e poi prova a guardare oltre la porta chiusa della chiesa, per cercare di intravedere qualcuno. “Sono venuta a esprimere la mia solidarietà a don Lorenzo, che è un parroco amato da tutti – dice Francesca –. Lui ha sempre detto che la pagina Facebook era una valvola di sfogo e poi, come tutti, ha il diritto di esprimere la propria opinione e di dire la verità. Forse ha usato termini troppo netti, ma ha detto quello che pensava e per me ha fatto bene. Mi auguro che tutto si risolva al meglio”. “Don Lorenzo lo conosco bene, vengo spesso in chiesa, ed è una bravissima persona – spiega Kaliev Iliev, arrivato in bici davanti alla chiesa –. Non vedo cosa ci sia di male in quello che ha detto, per me resta un uomo buono, non lo condanno”.

Oltre a chi esprime vicinanza al parroco, però, c’è anche chi prova a distinguere tra l’uomo Lorenzo Guidotti e il prete: "Quello che dice può anche essere condivisibile, ma è sbagliato che certe parole escano dalla bocca di un prete – commenta Barbara Paltrinieri, parrucchiera che gestisce un salone in via Andreini –. So che è un parroco molto vicino ai giovani, benvoluto da tutti, quindi queste frasi mi sorprendono, anche se non lo conosco di persona e non frequento la chiesa". "Quello che è accaduto lo abbiamo appreso dai nostri clienti, che ne parlavano. Quelle del parroco sono state sicuramente frasi infelici – conclude Loredana Lullo, del bar pasticceria Kroffo di via Andreini –. In chiesa, però, si vedono sempre tante persone bisognose che vengono aiutate, quindi si percepisce che don Lorenzo sia una persona di cuore. Quelle parole non ce le spieghiamo".

IL CASO / La frase choc di don Guidotti: "Il minimo che potesse accaderti"