Bologna, 12 novembre 2016 - Una laurea con lode in cambio di prestazioni sessuali e foto hot. È la proposta indecente, spinta fino al ricatto, che un professore associato della facoltà di Giurisprudenza dell’università di Torino, Luca Sgarbi, bolognese di 46 anni, avrebbe fatto, a più riprese, a una sua tesista ventiduenne. La ragazza, però, non ha ceduto alle ‘avances’ e lo ha denunciato. Il docente di Diritto del Lavoro, allievo del professor Franco Carinci, con il quale ha collaborato anche nello studio legale di via Santa Margherita per alcuni anni, è stato arrestato giovedì sera dai carabinieri, che gli hanno notificato l’ordinanza di custodia cautelare nella casa paterna in zona Murri, per tentata concussione sessuale.

I fatti risalgono a prima dell’estate scorsa, quando la ragazza si era presentata da Sgarbi perché la seguisse come relatore nella tesi. Per il pm torinese Gianfranco Colace, che ha chiesto e ottenuto per il professore gli arresti domiciliari nella sua abitazione bolognese, Sgarbi avrebbe proposto alla ragazza di fare sesso o inviargli foto intime, promettendole in cambio il massimo dei voti. Non solo. Perché al rifiuto della ragazza di sottostare alle richieste spinte, sarebbero anche seguite le minacce di divulgare particolari della vita privata della ventiduenne che il prof sosteneva di aver appreso in chat - su Badoo - dove, sempre secondo Sgarbi, la studentessa sarebbe stata iscritta e dove avrebbe pubblicato alcune sue foto audaci.

Lei non si è lasciata intimidire: a luglio ha denunciato tutto prima ai carabinieri e poi anche al garante degli studenti. L’università ha preso provvedimenti, sospendendo il docente; la Procura ha indagato, arrivando a scoprire che la ventiduenne era solo una delle destinatarie delle attenzioni del prof. Sms, mail, foto e intercettazioni raccontano di un orizzonte di indagine più vasto. Altre studentesse nei prossimi giorni saranno sentite dagli inquirenti, mentre ieri pomeriggio l’abitazione torinese di Sgarbi, difeso dall’avvocato Simona Grabbi, è stata perquisita.

Il docente, che si è laureato nel ’95 in Giurisprudenza a Bologna, ha insegnato nel 2000, per un anno, all’Alma Mater, per poi entrare nel corpo docente del Campus Luigi Einaudi di Torino, prima come ricercatore, poi come professore associato. La città d’origine, però, non l’ha mai del tutto abbandonata: fino a qualche anno fa, prima di stabilirsi sotto la Mole, tornava ogni weekend a Bologna. Chi lo conosce, ne parla come un uomo «un po’ sopra le righe», amante della vita notturna e delle belle donne, a cui non avrebbe esitato a rivolgere apprezzamenti. E fin qui, niente di male. Ma se, come sostiene la Procura, le attenzioni sono trascese nell’abuso del proprio ruolo, allora la questione, per il prof di Diritto del lavoro, si fa imbarazzante.