Bologna, 7 dicembre 2017 – Una brutta storia di violenza in famiglia e prostituzione si è chiusa martedì scorso. Il 5 dicembre, infatti, la polizia ha arrestato un 25enne rom di nazionalità rumena, accusato di aver picchiato più volte la sorellastra minorenne per costringerla a prostituirsi. Con lui sono finiti in manette i complici: la compagna, coetanea del giovane, e un ragazzo di 19 anni.

Gli uomini della seconda sezione della Squadra Mobile della Questura di Bologna hanno seguito l’ indagine, partita il 6 maggio scorso dopo una delle aggressioni. Quel giorno, in via Zanardi, la vittima fu presa a calci e schiaffi dal fratellastro e dalla fidanzata, i quali volevano si prostituisse per incassare i proventi. Ma la minorenne riuscì a fuggire rifugiandosi in un negozio, dove fu soccorsa da due avventori. All’arrivo delle Volante, i malviventi erano già lontani.

Allora la ragazzina li denunciò. Non era la prima volta che i due, con le cattive, provavano a convincerla a battere il marciapiede. Non fu l’ultima. Il 12 ottobre scorso, infatti, approfittando dell’assenza dei genitori, le piombarono in casa e l’ aggredirono di nuovo. Partì la seconda denuncia.

L’indagine, inoltre, ha fatto emergere il ruolo di una terza persona, un 19enne rumeno che aveva portato in Italia una connazionale, poi minacciata e percossa dalla banda con il medesimo scopo: costringerla a prostituirsi.

Il 5 dicembre il giudice per le indagini preliminari ha scritto la parola fine firmando due ordinanze di custodia cautelare in carcere: una per reati in materia di prostituzione a carico di tutti e tre i rumeni, l’altra per reati in materia di prostituzione minorile e lesioni aggravate solo per il fratellastro della vittima e la sua compagna.