Bologna, 7 ottobre 2017 - La polizia ha arrestato in flagranza di reato sei rapinatori di banca (FOTO). Una banda composta da italiani, tutti pregiudicati: quattro siciliani e due bolognesi, esperti in rapine ai danni di istituti di credito di Bologna.

Erano mesi che la polizia stava sulle loro tracce. Fatale poi è stato l’ultimo colpo che la banda ha cercato di realizzare il 2 ottobre ai danni della sede centrale della Cassa di Risparmio di Ferrara quando i poliziotti sono riusciti a intervenire in flagranza di reato proprio mentre i rapinatori stavano entrando all’interno della banca per colpire.

L’indagine, durata quattro mesi, ha permesso anche di attribuire alla stessa banda altre rapine avvenute a Bologna prima dell’estate. A giugno, infatti, venne commessa una rapina ai danni della Banca Popolare di Milano: da lì sono cominciate le indagini serrate che poi hanno permesso di inchiodare la banda di criminali.  

Durante il blitz finale, che ha visto impegnati 20 agenti della polizia, uno dei rapinatori è stato bloccato da una funzionaria pochi istanti prima che facesse ingresso all’interno della banca.

A fare materialmente la rapina erano i due incensurati della banda, che entravano in banca a volto scoperto, senza armi, con abiti eleganti e colla sulle dita delle mani per non lasciare impronte. I complici restavano fuori a fare i 'pali' e agevolare la fuga con il bottino. Gli arrestati sono i catanesi G. B., 29 anni, soprannominato Harry Potter e ritenuto dagli investigatori il 'capobanda', G.L.B., 35 anni, G. F., 26 anni e L. G., 23 anni, tutti con precedenti; inoltre il bolognese G.G., 38 anni e il tarantino C. G., 44 anni, incensurati e residenti in città.

I due residenti a Bologna sono ritenuti i 'basisti' locali della banda, mentre i complici erano 'trasferitisti' che salivano dalla Sicilia per fare le rapine. Gli investigatori li sospettano di altri due 'colpi': alla Banca Popolare di Milano di via Dozza (14 giugno, bottino circa 100.000 euro) e alla Cassa di Risparmio di Ravenna (28 luglio, bottino 73.000 euro).
L'indagine ha preso le mosse dalla targa di un'auto che era stata vista allontanarsi dopo la rapina di luglio, risultata in uso al pugliese. Con intercettazioni telefoniche, ambientali e apparecchi Gps installati su alcuni mezzi, i poliziotti hanno cominciato a tenere monitorati tutti gli spostamenti della banda, che a fine settembre avrebbe progettato una rapina in una banca di Cervia, nel Ravennata, poi sfumata in favore di quella del 2 ottobre in via Mazzini a Bologna che poi è risultata 'fatale' per loro.