Bologna, 18 febbraio 2015 - Si ricomincia. Nemmeno il tempo di tirare il fiato dopo la chiusura dell’inchiesta sulle spese pazze del Consiglio appena decaduto e già la Guardia di finanza si è rimessa al lavoro. I pm Morena Plazzi e Antonella Scandellari hanno infatti delegato il Nucleo di polizia tributaria a spulciare i conti della legislatura precedente, dal 2005 al 2010. I finanzieri dovranno esaminare, in particolare, le spese sostenute (e messe rimborso) dai gruppi dall’inizio del 2009 a maggio del 2010. Il fascicolo è contro ignoti e ipotizza il peculato, lo stesso reato dell’inchiesta appena conclusa con gli ormai noti 41 avvisi di fine indagine (a giorni arriveranno le richieste di rinvio a giudizio) ai consiglieri per il 2010-2011, fra i quali spicca il nome di Marco Monari, l’ex capogruppo Pd cui sono contestate le cene a cinque stelle e il week end extra lusso a Venezia. 

La Procura ha fatto due conti e ha deciso di prendere in esame anche quel periodo perché la prescrizione è ancora lontana. E l’intenzione degli inquirenti è di fare presto, cioè di metterci molto meno tempo rispetto a quello impiegato per passare ai raggi X le spese di Monari & company. Per farlo i finanzieri procederanno per ‘macro-voci’, concentrandosi sulle spese relative a ristoranti, hotel, viaggi, consulenze e rappresentanza. Le carte sono già in mano alle fiamme gialle, che le hanno acquisite nei blitz precedenti in viale Aldo Moro. E lo schema di lavoro è ormai collaudato, quindi si procederà (è l’auspicio) molto celermente. Da conti potrebbero emergere molte sorprese, perché all’epoca i grandi scandali sulle spese folli erano ancora lontani e c’era un’attenzione mediatica praticamente nulla sui bilanci dei gruppi regionali. Quindi c’era più disinvoltura a spendere i soldi, che peraltro erano davvero tanti. Solo dal 2009 a metà 2010, i gruppi ottennero infatti ben 5 milioni dalla Regione. Escluse le spese per il personale. 

Il nuovo filone di indagine renderà forse meno amaro il patteggiamento chiesto e ottenuto dall’allora capogruppo dell’Idv Paolo Nanni, che ha chiuso in conti con la giustizia con una pena di un anno e 11 mesi. L’accusa per lui era di aver speso a fini privati ben 270mila euro. Finora era l’unico ad aver pagato per quella legislatura. Solo di recente anche per i consiglieri della Lega era stato chiesto il rinvio a giudizio. Quei due fascicoli erano nati in modo casuale da altrettanti esposti. Ora la Procura ha deciso di colmare la lacuna indagando su tutti gli altri. Alcuni nomi sono eccellenti, altri hanno lasciato la politica. Ci sono l’attuale ministro all’Ambiente dell’Udc Gian Luca Galletti, il sindaco di Imola Daniele Manca, quello di Modena Gian Carlo Muzzarelli, quello di Ferrara Tiziano Tagliani, gli ex assessori Massimo Mezzetti e Alfredo Peri, l’ex eurodeputato Pd Salvatore Caronna. 


Alcuni consiglieri nel frattempo sono deceduti, come il leghista Mauro Manfredini o Marcello Bignami, padre di ‘mister preferenze’ Galeazzo. Ultima curiosità: il pm Plazzi ritroverà una sua vecchia conoscenza, Flavio Delbono, all’epoca consigliere della Margherita (e vice presidente della giunta Errani): l’ex sindaco fu costretto alle dimissioni dall’inchiesta Cinzia-gate della stessa Plazzi.