Bologna, 5 novembre 2017 - Fra i più toccati dalla fine di un mito come Pasquini & Brusiani c’è senza dubbio Aldo Zivieri, uno dei volti che si celano dietro alla nota macelleria di famiglia, nata a Monzuno e arrivata fino al Quadrilatero, fra i pochi a instaurare, proprio a ‘RoManzo’, un sodalizio professionale con Pasquini. 
Qual è stata la prima sensazione che ha provato, dopo la notizia? 
"L’annuncio ha letteralmente riempito di tristezza me e i miei fratelli perché a chiudere, con questa bottega, è qualcosa di più di una semplice salumeria, e il nostro piccolo mondo, dopo Pasquini, rischia ormai di non essere più lo stesso". 
Vuole dedicare un pensiero alla famiglia, in questo momento complicato? 
"Tutti noi abbiamo sempre avuto un’autentica venerazione per Ennio e continuiamo a nutrire un immenso rispetto nei confronti della figlia, Carla, che crediamo abbia preso questa sofferta decisione sulla base delle volontà espresse dal padre". 
I motivi, quindi, starebbero nei desideri del fondatore?
"Le motivazioni precise non posso conoscerle, ma, a mio parere, i problemi andrebbero ricercati più sul fronte delle questioni personali che su fattori di natura commerciale, anche se indagare troppo mi parrebbe indelicato".

Nessuno, perciò, ha potuto fare qualcosa? 
"Non posso nascondere che noi stessi abbiamo fatto di tutto perché il peggio non si verificasse, in ogni sede in cui sia stato possibile, ma l’esito è frutto, ripeto, della decisione sofferta della sola persona che abbia il diritto di prenderla". 
Fra voi esisteva un rapporto di collaborazione? 
"Sì, uno dei pochissimi ai quali un finto come burbero Ennio si sia mai concesso, cosa che, è superfluo dirlo, ci ha riempito dell’orgoglio che prova solo chi lavora al fianco delle leggende".