Bologna, 11 gennaio 2018 - La Procura federale interregionale della Figc ha deferito il giocatore Eugenio Maria Luppi, l’ex atleta della squadra ‘65 Futa’ che, durante un incontro del campionato regionale Emilia Romagna di seconda categoria a Marzabotto, esultò dopo una rete facendo il saluto romano e mostrando una maglia nera col tricolore della Repubblica di Salò (VIDEO e FOTO).

Deferiti anche il dirigente del Futa Terence Baraldi e la stessa società. Secondo la procura, l’azione di Luppi «integrava gli estremi della propaganda ideologica vietata dalla legge, inneggiante a comportamenti discriminatori ed inoltre idonea a costituire incitamento alla violenza o a costituirne apologia». Il tutto «con l’aggravante della premeditazione in quanto la maglia nera risultava indossata sin dall’inizio della gara. Per questo fatto della maglia, quindi per omesso controllo, sono stati deferiti il dirigente e il 65 Futa.

La vicenda, risalente al 12 novembre, aveva fatto scalpore perché il gesto di Luppi, che non sarebbe passato inosservato su qualsiasi terreno di gioco, aveva riaperto ferite dolorose nel paese dell’Appennino bolognese, luogo di stragi naziste al termine della Seconda guerra mondiale. La società si era subito dissociata, sospendendo Luppi, che si era poi scusato sui social, e multandolo. Una settimana dopo, dirigenti, allenatori e calciatori della 65 Futa di Loiano-Monghidoro, si recarono in visita al sacrario di Marzabotto per rendere omaggio alle vittime degli eccidi, ma Luppi - nel frattempo denunciato dalla magistratura per apologia di fascismo - preferì non partecipare. A inizio dicembre, il giocatore fu ceduto ad un’altra società della seconda categoria bolognese, il Borgo Panigale, e il suo esordio con la nuova maglia venne contestato da un presidio antifascista fuori dall’impianto.

Nessun saluto romano, ma un'esultanza alla Alan Shearer, ex attaccante della nazionale inglese e suo idolo fin da quando era bambino. Eugenio Luppi ha spiegato così il suo gesto quando a fine dicembre è stato interrogato dal Pm Michela Guidi, titolare del fascicolo penale dove è indagato per il reato di apologia di fascismo.
Difeso dall'avvocato Alessandro Veronesi, Luppi ha spiegato che non aveva alcuna intenzione di fare un saluto romano, ha aggiunto che si è scusato e che è molto dispiaciuto perché il gesto è stato male interpretato. Quando fa gol, ha sostenuto, a volte esulta come faceva il suo idolo del Newcastle United: il braccio disteso e il palmo verso l'alto. A Marzabotto, poi, è andato verso la tribuna semplicemente perché c'era il padre a vedere la partita.
Luppi ha anche detto di non essere iscritto a nessun partito politico. E la maglietta della Repubblica sociale? Ha spiegato che gli era stata regalata da tempo e che la usa spesso come come canottiera.