Bologna, 11 febbraio 2017 -  Custodia cautelare ai domiciliari per i due arrestati durante gli scontri in zona universitaria. È la decisione del giudice Roberto Giovanni Mazza all'esito dell'udienza in cui sono stati convalidati i provvedimenti per i due giovani, un ragazzo di 24 anni, di professione agricoltore, e una ragazza di 22, studentessa di Giurisprudenza all'Alma Mater. Il gip ha quindi accolto la richiesta della Procura di Bologna. Il procuratore capo Giuseppe Amato aveva precisato in mattinata che era stato "aperto un fascicolo in cui sono confluiti 4-5 episodi verificatisi a partire dallo scorso autunno", vale a dire relativi alle proteste contro il caro-mensa e contro gli accessi 'filtrati' alla biblioteca di Discipline umanistiche di via Zamboni 36, è il procuratore capo Giuseppe Amato.

La decisione, spiega il procuratore, "non è stata presa per 'mostrare i muscoli'. Va inoltre affrontato subito - spiega il procuratore Amato - il tema della durata dei processi e a riguardo ha già un incontro fissato con il presidente del Tribunale Francesco Maria Caruso per la prossima settimana". La scelta della Procura, che nelle indagini sugli ultimi avvenimenti valuta anche "la contestazione del reato di associazione a delinquere, perché riteniamo che ci sia una strategia di fondo dietro agli episodi degli ultimi giorni", costituisce, secondo Amato, "una risposta a comportamenti inaccettabili" da parte dei collettivi, in primis il Cua, che negli ultimi tempi si sono reso protagonisti di "manifestazioni proditoriamente violente".

Violenza "premeditata", a parere del procuratore capo, che si dice "dispiaciuto per i tanti ragazzi che partecipano in buona fede a queste manifestazioni, diventando strumenti inconsapevoli nelle mani di chi le organizza". Amato coglie, infine, l'occasione per lodare il comportamento tenuto, in questi giorni, dall'Università e, soprattutto, dalle Forze dell'ordine, definito "corretto e pertinente", perché, conclude, è "legittimo rispondere duramente alla violenza, ed escludo che in questo caso siano stati tenuti comportamenti illegittimi".  

"Non grido allo scandalo per il fatto che la polizia sia dovuta giustamente entrare nell'Università per contrastare dei fenomeni - ha detto ancora Amato, riferendosi all'intervento della Polizia in Ateneo sollecitato dal Rettore -. I tempi cambiano - ha concluso il procuratore - non possiamo giudicare delle situazioni paragonandole al passato". Il processo per i due, difesi dall'avvocato Marina Prosperi, è stato rinviato al 9 marzo.  

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