Bologna, 16 dicembre 2016 – Avrebbe dovuto essere ai domiciliari nella casa del padre, in zona Murri. E invece Luca Sgarbi, 46 anni, è stato sorpreso dei carabinieri a comprare dosi di cocaina a Torino, prioprio nella città dove ha insegnato Diritto del lavoro fino a quando l’11 novembre scorso è stato arrestato per tentata concussione: il bolognese sotto la Mole avrebbe chiesto favori sessuali a una sua studentessa in cambio di un bel voto nella tesi.

Secondo quato riporta oggi La Stampa, Sgarbi nei giorni scorsi aveva ottenuto dai giudici il permesso di venire ricoverato in una clinica del Canavese per alcuni problemi fisici. Ma mercoledì, intorno all’ora di pranzo, è stato fermato dai carabinieri mentre stava comprando alcune dosi di cocaina nei pressi di Lungo Dora Firenze. Dopo poche ore il pm torinese ha disposto l'immediata scarcerazione, ma il prof resta comunque agli arresti domiciliari.

Il docente si è laureato nel ’95 in Giurisprudenza a Bologna, ha insegnato nel 2000, per un anno, all’Alma Mater, per poi entrare nel corpo docente del Campus Luigi Einaudi di Torino, prima come ricercatore, poi come professore associato. Allievo del professor Franco Carinci, con il quale ha collaborato anche nello studio legale di via Santa Margherita, a Bologna – prima dell’arresto disposto dai magistrati torinesi – tornava ogni fine settimana.

I fatti contestati dalla procura torinese a Sgarbi risalgono a prima dell’estate scorsa, quando la ragazza si era presentata dal prof perché la seguisse come relatore nella tesi. Per il pm torinese Gianfranco Colace, che ha chiesto e ottenuto per il professore gli arresti domiciliari a Bologna, Sgarbi avrebbe proposto alla ragazza di fare sesso o inviargli foto intime, promettendole in cambio il massimo dei voti. Non solo. Perché al rifiuto della ragazza di sottostare alle richieste spinte, sarebbero anche seguite le minacce di divulgare particolari della vita privata della ventiduenne che il prof sosteneva di aver appreso in chat - su Badoo - dove, sempre secondo Sgarbi, la studentessa sarebbe stata iscritta e dove avrebbe pubblicato alcune sue foto audaci.

Lei, però, non si è lasciata intimidire: a luglio ha denunciato tutto prima ai carabinieri e poi anche al garante degli studenti. L’università ha preso provvedimenti, sospendendo il docente; la Procura ha indagato, arrivando a scoprire che la ventiduenne era solo una delle destinatarie delle attenzioni del prof. Sms, mail, foto e intercettazioni raccontano di un orizzonte di indagine più vasto.

Sempre secondo quanto riporta La Stampa, infatti, nei giorni scorsi la procura torinese ha sentito un’altra dozzina di ragazze: i pm sono a caccia di altri casi simili, magari non ancora denunciati.